E’ stato presentato al Binario F di Meta il libro “Il secolo dell’intelligenza artificiale” di Lorenzo Basso (senatore PD) e Marco Bani (Responsabile Affari Istituzionali, Formazione e DigitalizzazioneSenato della Repubblica). Una “cassetta degli attrezzi” per cittadini consapevoli, non un manuale tecnico. L’obiettivo  del testo è stimolare un dibattito pubblico sull’IA, vista non come destino inevitabile ma come strumento che richiede scelte collettive.

Durante la presentazione sono intervenuti, oltre agli autori, diversi ospiti con prospettive complementari:

  • Lorenzo Basso (Vicepresidente della Commissione Ambiente, Trasporti e Innovazione Tecnologica) ha sottolineato la necessità di regole chiare ed equilibrate che proteggano i diritti senza soffocare l’innovazione. A suo avviso l’intelligenza artificiale non è un destino, ma uno strumento da proiettare che deve essere regolato con principi generali, semplici, accompagnati da un’autorità europea indipendente capace di adattare le norme.

  • Marco Bani (Responsabile Relazioni Istituzionali Dipartimento per la Trasformazione Digitale PCM) ha evidenziato che la tecnologia non è mai neutra: ogni scelta tecnica porta implicazioni politiche. Per annoverare ciò ha riportato esempi storici (dalle infrastrutture romane alla rivoluzione industriale) per mostrare come le tecnologie abbiano sempre determinato assetti di potere e inclusione/esclusione sociale.

  • Flavio Arzarello (Public Policy Manager, Economic and Regulatory policy, Italy presso Meta) ha insistito sul ruolo delle piattaforme e sull’importanza di bilanciare rischi e opportunità dell’IA. Ha riportato all’attenzione il concetto di “diritto all’innovazione” e presentato l’approccio open source di Meta con i modelli Llama, come strumento di democratizzazione e sicurezza.

  • Chiara Daneo (Relazioni Istituzionali Dipartimento Trasformazione Digitale PCM) ha illustrato le priorità del governo: completare il piano di digitalizzazione avviato con il PNRR, portando comuni, scuole e sanità al livello necessario per affrontare la trasformazione digitale e le sfide dell’IA, con attenzione all'”ultimo miglio” e al futuro post-piano.

Il filo conduttore è che l’intelligenza artificiale rappresenta una sfida politica, sociale e culturale oltre che tecnologica. Serve consapevolezza collettiva, regole comprensibili e un approccio che renda cittadini e istituzioni protagonisti del cambiamento.

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