Questa settimana, cedo volentieri il mio spazio all’Associazione Infocivica, che, venerdì 20 novembre, ha organizzato una serie di eventi, a margine del Festival del Cinema e della Televisione Eurovisioni, all’Accademia di Francia, a Villa Medici, a Roma. Dopo un percorso di sei anni, l’Associazione progetta di riunire nel 2016 una conferenza europea su ‘I media di servizio pubblico nella Società dell’informazione e della conoscenza’. Nel testo che segue, Infocivica, sulla scorta delle proposte dei Gruppo europeo di Torino, costituito da docenti universitari ed esperti, illustra l’idea di andare “oltre il Protocollo di Amsterdam”, per assicurare “un futuro meno incerto ai media di servizio pubblico e per promuovere un nuovo modello audiovisivo europeo”.

I Rapporti predisposti dal Gruppo europeo di Torino nelle intenzioni dei promotori costituiscono la base di un Libro Verde sui media di servizio pubblico nella Società dell’informazione e della conoscenza che si propone di ribadire da un lato l’insostituibilità dei servizi pubblici nella società dell’informazione, dall’altro la necessità di ridefinirne la missione in un documento di valore costituzionale dell’assetto organizzativo, delle modalità di finanziamento, della governance e dei referenti istituzionali.

Come emerso dal primo incontro promosso da Infocivica nell’ambito del Prix Italia nel settembre 2009 E’ possibile costruire una televisione pubblica europea? Problemi e prospettive aperte dal Trattato di Lisbona, è utile chiarire che sottolineare l’insostituibilità della funzione e della missione di organismi al servizio della comunità non significa necessariamente la salvaguardia degli enti attualmente esistenti, l’esclusività o l’unitarietà del loro assetto organizzativo, né tantomeno la salvaguardia dei gruppi di interessi che li rappresentano o li hanno tutelati nel tempo.

Al contrario, ridefinirne radicalmente missione, posizionamento editoriale, assetto organizzativo finanziamento e governance significa rimettere in discussione qualsiasi rendita derivante da una posizione dominante in ambiti e contesti tecnologici, di offerta e di mercato che non siano conformi e aderenti agli obblighi derivanti dalla loro missione di servizio pubblico.

Nel rispetto delle norme e dei principi della concorrenza nell’ambito dell’Unione europea, il documento che potrebbe essere presentato ad una Conferenza europea si propone di favorire un’evoluzione normativa in grado di superare il compromesso intervenuto nel 1997 in occasione della firma del Protocollo annesso al Trattato di Amsterdam, che lasciava agli Stati nazionali il compito di stabilire cosa fossero i programmi di servizio pubblico finanziati dal canone e in che misura si potessero distinguere da quelli finanziati da risorse di mercato.

Sempre più diffusa è la consapevolezza che non possano essere auspicate nei palinsesti del servizio pubblico attività finalizzate allo sfruttamento commerciale, che andranno espletate nell’ambito di un nuovo e circoscritto “mercato del servizio pubblico”, né tantomeno è lecito un uso privato del servizio pubblico. Nel contempo non risulta altresì più tollerabile il ricorso a risorse pubbliche per attività finalizzate al profitto che andrebbero espletate esclusivamente da società ‘profit oriented’ che come tali dovrebbero essere finanziate con risorse raccolte esclusivamente sul mercato.

Come sottolineato da Infocivica a Torino sin dal settembre 2009, il nuovo scenario crossmediale richiede un’evoluzione normativa che assicuri il superamento del compromesso all`origine del Protocollo annesso al Trattato di Amsterdam.

La proposta di Infocivica è stata quella di inaugurare in questi sei anni un nuovo metodo di concertazione fra società civile, gruppi di interesse, attori economici, università e istituzioni locali, regionali, nazionali europee e mondiali, sfidandoli ad avviare una riflessione senza precondizioni che favorisca secondo procedure maieutiche un movimento riformatore della società civile ed una nuova pratica della democrazia partendo dalle considerazioni contenute nel Libro Verde che verrà illustrato a Torino.

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.