Innovazione EIT Digital

Continua la pubblicazione degli interventi tenuti durante l’incontro Innovazione:menti a confronto organizzato lo scorso 21 settembre alla Camera dei Deputati dall’Osservatorio TuttiMedia, EIT Digital con Media Duemila, media partner.

Andrea Penza (AICT)
“Nel 2020 non sappiamo esattamente quale sarà il lavoro richiesto, ci sarà una inversione di tendenza: il giovane non dovrà più pensare al tipo di lavoro che andrà a fare, ma al lavoro che sarà lui ad inventare.
È necessario sviluppare la propria inventiva, la capacità di fare impresa. La scuola, le università, le associazioni tra cui EIT Digital devono aiutare il giovane a saper tirar fuori la propria capacità di influenzare il mondo del domani. Idee che si trasformano in aziende…”

Paolo Russo (Stati Generali dell’Innovazione)
“Oggi si sente parlare molto frequentemente di innovazione, parola diventata di uso comune, un valore scontato, ma non è stato sempre così. Negli anni 30 e 40 essere innovatore era un insulto. La parola apparve per la prima volta in un trattato economico di Senofonte, ma nessuno lo capì e perse le elezioni. Successivamente rientra nella cultura occidentale con il Cristianesimo.
Ormai viaggia tutto a velocità della luce, ad esempio se ci chiediamo quale è il nostro parente più vicino, donna o uomo preistorico di cui non abbiamo ricordo arriviamo al massimo ai nostri nonni, i bisnonni erano già persone preistoriche… oggi con la rete siamo diventati storici. Se pensiamo ad un sostantivo di digitale ci viene in mente “velocità”, il sistema di informazione basato sul trasferimento di competenze è in crisi non abbiamo più tempo per imparare ciò che è necessario che già corrisponde al passato. La scuola, la modalità di insegnamento va ricostruita, stesso problema è evidente per la politica, il processo è lento rispetto ai cambiamenti sociali imposti dal digitale. Il mondo è completamente cambiato ed è importante che i ragazzi comincino a ragionare su come dovrà cambiare il sistema politico perché quello di adesso è soltanto una reliquia del passato da trasformare”.

Rita Forsi (MISE)
“Parlare oggi di Rete e diritti dell’essere persona che ne conseguono è compito fondamentale delle istituzioni. I giovani sono nati in rete, mentre i loro genitori la vedono come altro, come qualcosa di staccato dal proprio io. Centrale diventa lavorare affinché i diritti online vengano garantiti al pari dei diritti offline. Lavorare con la cognizione dell’importanza di stare su internet è sicuramente il primo passo per salvaguardare il valore della propria identità, garantendo la sicurezza dello stare in Rete”.

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