di MASSIMO SCALIA        

 

Nel coordinamento con NetPoleis la giornata del 21 ottobre è stata affidata alla Commissione Nazionale Unesco e al Centro Interuniversitario per la Ricerca sullo Sviluppo Sostenibile (CIRPS). Sulla “platea” da coinvolgere non ci sono dubbi: è in pieno svolgimento una campagna delle Nazioni Unite per il Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (DESS 2005 – 2014) e i più giovani ne dovrebbero essere gli interlocutori privilegiati. Ottimo quindi chiamare gli studenti delle medie superiori alla Sapienza per parlare degli Obiettivi del Millennio.

L’Aula Magna è enorme, fa paura a ogni iniziativa, ma la folla degli studenti  la gremisce al punto che non basta la pur ampia platea, si deve aprire anche la galleria per un totale di oltre mille presenze. E il “serpentone” degli studenti , guidato dagli universitari di “Sapienza in movimento”,  si era snodato fin dalle 9 di mattina per la Città universitaria: dallo stand montato insieme a Enea per mostrare i vari dispositivi di utilizzo delle fonti rinnovabili alla centralina di “trigenerazione” da 100 kW, una realizzazione innovativa, in gemellaggio con l’università di Shangai, che fornisce elettricità, riscaldamento o raffrescamento a uno degli Istituti della Sapienza. 

Il Rettore Luigi Frati saluta gli studenti e riceve applausi oceanici per alcune battute sul campionato di calcio, ma per i convenuti sono previste alcune lezioni “hard” con slide, dati e ragionamenti.

Oggi non ha senso parlare d’energia senza collegarla al tema dei cambiamenti climatici. Così affermano, con la massima autorevolezza, le Accademie delle Scienze dei Paesi del G8, più quelle di Cina, India, Brasile e Sud Africa, nei due statement rivolti proprio ai G8 del 2005 (Gleneagles) e del 2006 (S. Pietroburgo).  La causa principale del “global warming” sono le attività umane: l’80% dell’energia che in tutto il mondo si usa – per  il riscaldamento delle abitazioni  e dei cibi, per  l’industria, l’agricoltura, i trasporti e le trasformazioni per la produzione di elettricità – è costituita da combustibili fossili.  Bruciare combustibili fossili ha accresciuto le emissioni naturali di anidride carbonica, CO2 , in modo impensabile: le attività umane hanno infatti prodotto in 50 anni lo stesso incremento di concentrazione di CO2 in atmosfera che, nella precedente storia del clima, aveva richiesto 5000 anni! L’entità di quell’incremento in un tempo così breve è l’azione “forzante” alla base del passaggio in atto dalla stabilità all’instabilità dei cicli climatici. E le conseguenze drammatiche di questo passaggio sono già da tempo sotto gli occhi di tutti. Bisogna allora fare in fretta, un’azione immediata (prompt action) chiedono le Accademie ai potenti della Terra.

Come far fronte a tutto questo? Come ha indicato l’Unione Europea (marzo 2007) con i suoi tre 20% al 2020, divenuti a Copenaghen (COP-15, dicembre 2009) il punto di riferimento e di confronto per tutti i governi del Mondo: riduzione del 20% delle emissioni di CO2, riduzione del 20% dei consumi totali d’energia, copertura del 20% dei restanti consumi con fonti energetiche rinnovabili.  In questa “rivoluzione energetica” si presenta come centrale la questione del trasferimento di tecnologie, per l’uso efficiente dell’energia e per l’utilizzo di fonti pulite e rinnovabili,  ai Paesi in via di sviluppo. L’altra faccia dello sconvolgimento climatico è infatti la povertà, il non meno drammatico squilibrio nell’accesso alle risorse, e quindi la necessità dei finanziamenti necessari per sostenere questi trasferimenti e, in generale, per gli aiuti, a un livello minimo di 100 miliardi di dollari all’anno.  

Nel pomeriggio,  nella stupenda sede del Chiostro della Facoltà di Ingegneria a San Pietro in vincoli, ancora studenti, ovviamente in minor numero, a sentire delle potenzialità dell’idrogeno negli usi energetici, delle automobili a “celle” a combustibile (pulito) o della realizzazione del “polo idrogeno” a Civitavecchia.

Conclusivamente, anche questa sede è una buona occasione per ringraziare la Provincia di Roma del suo impegno, determinante per il successo dell’iniziativa.

 

Massimo Scalia

Unesco, Commissione Nazionale italiana

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