Convegno SIpEIA 2026: “Etiche per l’IA: sfide, opportunità e prospettive umano-centriche” 2 e 3 febbraio Università Sapienza di Roma.

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L’intelligenza artificiale non è più solo una questione tecnologica: è uno spazio critico in cui si ridefiniscono diritti, pratiche educative, forme della conoscenza e condizioni della convivenza umana. È questo il filo rosso che ha attraversato il panel dedicato a IA, educazione e sostenibilità, mettendo in dialogo ricerca filosofica, sperimentazione didattica e riflessione etica. Dal drammatico fenomeno dei deepfake pornografici, che colpiscono in modo sproporzionato donne e adolescenti emerge l’urgenza di una regolazione fondata sui diritti umani e su decenni di ricerca femminista capace di leggere gli effetti incarnati e relazionali delle tecnologie. L’IA può così amplificare violenze già strutturali e alimentare polarizzazioni sociali sempre più normalizzate. Accanto a questo scenario critico, l’educazione può diventare uno spazio di resistenza, trasformazione e progettazione responsabile. Esperienze di ambienti virtuali tecno-estetici nella scuola primaria, percorsi di AI&Ethics Literacy nelle scuole secondarie e sperimentazioni curricolari che integrano logica, filosofia e IA indicano la possibilità di formare competenze riflessive, deliberative e metacognitive orientate alla responsabilità verso esseri umani, non umani e ambiente. Nel dibattito sull’università e sulle discipline umanistiche, l’IA non segna necessariamente la fine dell’educazione, ma ne mette in crisi le forme tradizionali di valutazione e trasmissione del sapere. Scrittura, dialogo, prova argomentativa e valutazione etica sono chiamate a reinventarsi: dall’uso dell’IA come partner dialogico nelle pratiche socratiche, fino a modelli di assessment che privilegiano processi, tracciabilità e discussione critica rispetto ai soli prodotti finali. Le tecnologie di IA agiscono come mediatori cognitivi che possono sostenere, ridurre o sostituire il pensiero umano. Per questo, la sostenibilità richiede lentezza, attenzione, virtù intellettuali e una governance educativa capace di mantenere spazi non delegabili di ragionamento autonomo. Il panel restituisce così una visione dell’IA come campo etico-politico ed educativo, in cui il futuro non è scritto dagli algoritmi, ma dipende dalle pratiche, dalle istituzioni e dalle responsabilità che scegliamo di coltivare oggi.

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Aldo Pisano
Aldo Pisano ha conseguito la laurea magistrale in Filosofia (2018, Università della Calabria), completando una tesi su Etica e Antropologia della Tecnologia con Carlo Rovelli presso l'Università di Marsiglia. Attualmente è dottorando in Scienze dell'Apprendimento e Tecnologie Digitali, con specializzazione in Filosofia Morale. È docente a tempo indeterminato nelle scuole superiori e collabora con le cattedre di Bioetica ed Etica Digitale e di Antropologia Filosofica dell'Università della Calabria. È membro del comitato esecutivo della Società Italiana per l'Etica dell'IA ed è membro attivo della Società Filosofica Italiana, della Società Italiana di Filosofia Morale e del Consiglio di Bioetica. Dal 2021 è membro del consiglio direttivo nazionale di "Inventio" (Filò - Università di Bologna). È inoltre redattore di MagIA (Università di Torino) e Ritiri Filosofici. I suoi principali interessi di ricerca includono l'etica dell'intelligenza artificiale, l'etica narrativa, l'educazione e l'etica e l'insegnamento della filosofia.