Gli scacchi erano un gioco in cui dominava l’intelligenza tanto che è diventato un punto di riferimento per l’intelligenza artificiale. Poi, il 12 maggio 1997, un computer (DeepBlue di IBM) ha battuto Kasparov, il campione del mondo di scacchi.

Da quel momento molte persone hanno riconosciuto che i computer sono più bravi degli esseri umani nel gioco degli scacchi, ed è emersa la linea di pensiero che giocare a scacchi non è poi una prova di intelligenza.  Questa storia mi ha ricordato un’altra storia quella della volpe e l’uva (Esopo): la volpe incapace di raggiungere l’uva afferma che non è  per  niente interessata all’uva …

Comunque, da quel momento giocare a scacchi contro un computer perse di interesse in quanto non c’erano possibilità di vincere.

Nell’era di  DeepBlue molte persone insegnavano al computer tanto bene che alla fine l’allievo è diventato migliore dell’insegnante, meno  male che agli umani è toccato il ruolo dell’insegnante.

Poi, nel 2017 è arrivato AlphaZero, computer di Google fratello di DeepMind,  che ha iniziato a giocare a scacchi imparando le regole e quindi ha iniziato a giocare contro se stesso. In Sole 24 Ore è diventato così competente da vincere 100 partite su 100. Così noi umani siamo stati portati fuori dal giro!

Ed ecco che Vladivir Kramnik, un maestro di scacchi, piuttosto che arrendersi e subire la sconfitta dal computer, ha deciso di sfruttare AlphaZero per esplorare ogni possibile variazione delle regole degli scacchi chiedendosi se, e come l’alterazione di una o più regole avrebbe cambiato il gioco: ad esempio cosa accadrebbe se l’arrocco non fosse consentito?

Così si è arrivati alla conclusione  che combattere una battaglia feroce contro i computer (e l’intelligenza artificiale) sarebbe stato meno utile di una collaborazione per creare qualcosa che va oltre le capacità umane ma che ne  richiede  le capacità. Ecco che Kramnik trova la soluzione che consiste nell’unire la forza e la creatività di  AlphaZero  con il senso estetico dell’uomo: collaborazione vincente.

La cooperazione tra umani e intelligenza artificiale rappresenta un cambio di paradigma e il riconoscimento dell’intelligenza delle macchine e della sua differenza dalla nostra. L’obiettivo diventa sviluppare l’intelligenza delle macchine per aumentare le nostre capacità.

Questo è il tema che tratteremo al prossimo evento organizzato da OTM / Media Duemila “Ai il cuore della Digital Transformation”, un evento virtuale  che ha luogo in remoto  il 29 settembre e potrai unirti a noi: https://zoom.us/j/98356135537?pwd=NU03YlFzWDRFZmdpOGs5UlBtQ1p5Zz09
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Roberto Saracco si è innamorato della tecnologia e delle sue implicazioni molto tempo fa. Il suo background è in matematica e informatica. Attualmente è chair della Symbiotic Autonomous Systems Initiative di IEEE-FDC. Fino all'aprile 2017 è stato a capo dell'EIT Digital Italy e fino a settembre 2018 è stato a capo della Scuola di Dottorato industriale digitale EIT. In precedenza, fino a dicembre 2011, è stato direttore del Future Centre di Telecom Italia a Venezia, guardando all'interazione dell'evoluzione tecnologica, dell'economia e della società. All'inizio del secolo ha diretto un progetto Banca Mondiale-Infodev per stimolare l'imprenditorialità in America Latina. È membro senior dell'IEEE, dove dirige l'Industry Advisory Board all'interno del Future Directions Committee. Insegna un corso di Master in Previsione tecnologica e impatto sul mercato all'Università di Trento. Ha pubblicato oltre 100 articoli su riviste e riviste e 14 libri. Scrive un blog quotidiano, http://sites.ieee.org/futuredirections/category/blog/, con commenti sull'innovazione in varie tecnologie e aree di mercato.