Media Duemila da 30 anni fotografa il presente per aiutare ad immaginare il futuro in un contesto dove la tecnologia ha cambiato non solo il modo di comunicare dell’uomo ma la sua vita stessa. Il viaggio con le protagoniste del nostro tempo continua con Lorenza Lei, a.d. Rai Pubblicità, già direttore generale Rai.
In un mondo dove la forza fisica conta sempre meno e la tecnologia sempre più nella costruzione di un nuovo equilibrio sociale, le donne possono trarne profitto?
“Le buone idee sono sempre ben accette soprattutto quando mancano. Allora non si farà differenza se vengono da un uomo o da una donna, in questo senso oggi le donne possono contare e pesare nel prendere decisioni e fare scelte importanti che riguardano la nostra società. A patto che portino come contributo alla società alta professionalità, competenza, e capacità di vedere oltre il presente per un futuro migliore, più equo, più meritocratico”.
Siamo nell’era dello schermo, la Tv dunque si avvia verso una nuova era d’oro?
“La Tv raggiunge milioni di spettatori oggi più che mai: è in ogni casa, in ogni esercizio pubblico, e soprattutto viaggia sugli smartdevice, tablet, smartphone. Questo la rende il veicolo perfetto per messaggi di ogni tipo, moda, tendenze, tempo libero, intrattenimento, pubblicità, politica. La Tv non è più semplicemente uno schermo, è qualcosa di liquido in grado di riempire spazi nuovi creati ogni giorno dalla scienza, oggi lo smartphone, domani gli occhiali hi-tec che permettono a chi è connesso con te di vedere ciò che vedi tu. Oggi lo spettatore non è più spettatore passivo ma attivo, chi guarda la Tv è contemporaneamente sui social network, si informa in tempo reale, fa commenti, legge commenti altrui. In definitiva non siamo mai soli. Tutto questo necessariamente impone una riflessione sulla qualità dei contenuti e sui limiti da non superare, penso alla tutela della privacy in primis. Più aumenta il potere di penetrazione di un messaggio, più esso va calibrato tenendo conto di eventuali conseguenze e ripercussioni”.
La Connected Tv è il futuro?
“La convergenza tra web 2.0 e Tv è nelle cose, è la direzione verso cui tutto sta andando. Sono due sistemi diversi ma ugualmente efficaci, l’idea è di unirne le rispettive potenzialità. Fare tutto con un unico device, questo è lo scopo, semplificare al massimo il punto di partenza ed espandere all’infinito le mete raggiungibili nel minor tempo possibile. Con lo stesso device, una Tv, si gioca, si guardano programmi, si cercano video su YouTube, si controlla la posta, si telefona agli amici, si chatta col mondo, si scaricano le serie Tv preferite. Da a.d. di Rai Pubblicità non posso non sottolineare un aspetto evidente: aumentando il tempo assoluto che lo spettatore passa davanti alla Tv, aumentano le possibilità di veicolare informazioni commerciali. D’altra parte però bisogna fare i conti con un calo della soglia di attenzione dello spettatore nel momento in cui è concentrato non più su un solo livello ma su più livelli; stiamo passando dall’Homo Sapiens all’Homo Multitasking. La soglia di attenzione è limitata, questa è la sfida del futuro, trovare forme di comunicazione pubblicitaria efficaci per un pubblico che corre sempre più freneticamente”.
Tv e second screen, l’utente è sempre più distratto, la pubblicità come riuscirà a catturare l’attenzione. È la creatività del singolo che fa la differenza?
“Questo vale da sempre, la qualità e l’eccellenza sono sempre ottimi biglietti da visita. È proprio per questo che abbiamo pensato di fare rinascere Carosello, per dare spazio all’eccellenza, alle nuove creatività, ai nuovi talenti. A Carosello hanno partecipato tutti i più grandi, da Totò, Celentano, Modugno, Franca Valeri, Virna Lisi, Gassman, Sordi, Nilla Pizzi, Fellini, De Sica… Carosello Reloaded nasce per essere una specie di cantina dove teniamo vini riserva, invecchiati nelle botti di legno, seguendo rigide regole millenarie. Così gli ingredienti base di Carosello Reloaded sono le regole della comunicazione, della drammaturgia, del dialogo brillante, della situation comedy, il tutto condito sempre con garbo e stile”.
Big Data e tracciabilità, parte da qui la nuova era del mondo dell’advertising?
“Da sempre l’advertising costruisce campagne avendo di mira un target preciso. Sapere come si comporta il target, cosa e quando consuma, sono dati indispensabili. È come scrivere una lettera potendo metterci l’indirizzo del destinatario. Senza indirizzo andrebbe perduta. Ma anche qui bisogna stare attenti ai limiti, un conto sono gli scopi commerciali, un altro sono vere e proprie forme di controllo che sfociano nello spionaggio internazionale. È scoppiata da poco la questione dello spionaggio da parte degli USA sugli Stati alleati europei. Risultato? Ho letto sul Corriere della Sera un articolo di Donato Carrisi in cui si dice che pare che le spie russe pur di non servirsi più dei pc stanno tornando a usare le vecchie macchine da scrivere!”
Lei è riuscita ad emergere senza quote rosa, una carriera all’insegna del successo, cosa consiglia alle giovani di oggi?
“Pensare al lavoro come servizio e quindi individuare un percorso che valorizzi la possibilità di condividere progettualità con obiettivi precisi e strategici. Ma prima di tutto rispettare lo studio e impegnarsi a considerarlo come nutrimento permanente”.

Maria Pia Rossignaud
media2000@tin.it

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Laureata in lingue e letterature straniere, specializzata in giornalismo e comunicazione di massa alla LUISS, è giornalista professionista dal 1992. Ha lavorato presso le redazioni de Il Mattino e il Roma. Ha insegnato Editoria Elettronica presso la Scuola superiore di giornalismo della LUISS, è stata titolare della cattedra di “Economia e Gestione delle Imprese Giornalistiche” e di “Giornalismo e divulgazione scientifica” nella facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma, è stata anche componente del Consiglio Direttivo dell’UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici) e membro del comitato editoriale del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione). Vanta diverse pubblicazioni. È direttore della rivista di cultura digitale “Media Duemila” e vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia. Membro del comitato direttivo degli Stati Generali dell'Innovazione. Da gennaio 2015 è Digital Champion del comune di Vico Equense.