Il settore del Web Marketing è in fermento da un po’ di anni, nei budget delle grandi aziende è comune che l’online entri di diritto a far parte del piano di Marketing e vi è sempre più la convinzione che una strategia di marketing integrata debba essere la priorità di chi fa business e vuole promuovere prodotti e servizi.

In vista del GT Forum di dicembre a Milano ho avuto l’occasione di fare qualche domanda a Giorgio Taverniti (CEO di GT Idea e fondatore del Forum GT) su alcuni temi relativi proprio al grande mondo del Web Marketing.

Le nuove figure professionali nel mondo del Web Marketing sono sempre più difficili da inquadrare, si sommano e si stratificano le competenze da mettere in campo. Quali pensi siano le caratteristiche principali di un buon professionista nell’ambito del Web Marketing?

“È importante riuscire a specializzarsi in una professionalità e poi affiancare competenze in modo da diventare un T­Shaped Professional. Proprio durante l’ultima edizione dei dati del Digital Marketing Italiano abbiamo mostrato come le figure che affiancano competenze strategiche a quelle operative sono tra le più retribuite. Mi sembra abbastanza normale questo e bisogna che le persone inizino a pensare in questo modo, insomma non si può fare l’operatività per sempre specialmente se si vuole crescere”.

Sappiamo che il mondo del Digital Marketing ha le sue mode e i suoi “tormentoni”, qual è il prossimo?

“In Italia non è ancora esplosa la moda di improvvisarsi Content Marketer. Diciamo che l’ultima, dal mio punto di vista, è stata quella di dichiarare di essere dei Community Manager, senza sapere nemmeno cosa è una community e senza avere effettivamente una community da amministrare”.

Dal tuo punto di vista, quali sono i settori che oggi necessitano maggiormente di visibilità online (SEO, SEM, Social)?

“Non so quali settori con precisione, ma certamente tutti quelli in cui c’è una frammentazione forte dei servizi di web marketing, quelli dove le attività vengono fatte internamente con poche competenze o, peggio ancora, con il ‘fai da te’. Non che sia un male, ma la maggior parte delle volte si fanno danni. Ecco questi settori qui dove ancora si percepiscono le attività di web marketing come un costo e non come un investimento”.

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