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L’8 marzo di quest’anno lo ricorderemo (noi della Fondazione Bellisario) per il libro della presidente Lella Golfo: “Ad alta quota – Storia di una donna libera” edito da Marsilio.

La presentazione romana è stata un’esperienza di vita.  Elsa Fornero, Lorenza Lei, Livia Turco hanno catturato l’attenzione ciascuna con la sua storia, diversa certo non fosse che per distinzioni geografiche, ma con un denominatore comune: coraggio, forza di volontà ed assenza di pregiudizi. La battaglia delle donne è una battaglia di condivisione e consenso senza pregiudizi precostituiti che possono soffocare sul nascere il dialogo. Tre gli uomini presenti. Catricalà e Lucchini accomunati dal premio  la “Mela d’Oro” che entrambi hanno ricevuto con entusiasmo e stupore pensando, fino ad un attimo prima, che quel riconoscimenti fosse dedicato all’altro sesso.

Lella Golfo dunque riesce a stupire sempre, ma soprattutto ad essere di esempio per la forza e la caparbietà con la quale ha combattuto e vinto  la battaglia per la legge sulle quote di genere. Tutti dobbiamo esserle grati.  Rita Levi Montalcini diceva: “La donna è stata bloccata per secoli. Quando ha accesso alla cultura è come un’affamata. E il cibo è molto più utile a chi è affamato rispetto a chi è già saturo”.

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