Paolo Benanti

Teseo e il labirinto mi hanno da sempre appassionata, forse per questo ascoltare Paolo Benanti che parla di intelligenza artificiale partendo dal topolino meccanico di Shannon, ingegnere dei Bel Labs ha attratto subito la mia attenzione anche se ci riporta al 1951.

Il progetto Teseo di Shannon  riguarda la capacità di un topo robot di uscire dal labirinto grazie all’intelligenza derivante da alcuni relé (il suo cervello). Il topo sembra essere vivo solo per  uno scopo portato a termine senza l’intervento umano.

Gli albori della mitica intelligenza artificiale che ritroviamo anche nell’ipotetico diavoletto di Maxwell che apre e chiude un contenitore nell’esperimento che ha come scopo di separare delle molecole di gas. Le riflessioni ci portano dietro nel tempo ma solo per comprendere il presente in cui il sovraccarico di informazione predetto da Shannon è realtà e noi uomini sembriamo soffrirne parecchio.

Oggi le nuove macchine si nutrono di informazione e se la vita è basata sull’informazione, qual è la differenza tra un server che immagazzina e trasforma informazioni e un essere umano?  “Eccoci alla crisi epistemologica  – sottolinea  Benanti – . Per essere più provocatorio propongo di indagare sulla differenza tra un’anatra e un asciugacapelli. La forma è simile. Tuttavia, se spengo il phon, posso riaccenderlo, con l’anatra la situazione è diversa se le tolgo la vita, posso mangiarla, ma non posso farla tornare indietro”.

Cosa siamo è il punto centrale della crisi epistemologica per Paolo Benanti: “Il mio dito sulla superficie dello smartphone che trasferisce informazioni controlla lo smartphone o la notifica che appare sullo smartphone controlla me stesso? Questo è il loop cibernetico. Le notifiche del telefono controllano me stesso e il mio comportamento.  Allora l’algoritmo potrebbe essere il processo che controlla il comportamento di una macchina e le emozioni potrebbero essere gli algoritmi biologici che governano il comportamento umano? Molti manuali di psicologia evolutiva riportano l’esempio in cui una scimmia affronta una grave decisione: correre e afferrare la banana, sperando di evitare un leone o rimanere ferma e rimanere affamata”.

Si può immaginare che la scimmia timorosa muoia di fame, e la scimmia coraggiosa divenga il pranzo del leone. Cosa c’è in mezzo? L’abilità di calcolare il tempo necessario per arrivare alla banana senza diventare il pasto del leone.

“La scimmia che incontriamo allo zoo è quella che ha il miglior algoritmo emozionale evolutivo compatibile con la sopravvivenza nell’ambiente – precisa Paolo Benanti -. Oggi, i più giovani trovano un partner attraverso Tinder, ciò induce a credere che gli esseri umani si fidano più di un algoritmo che di loro stessi. Questo è un chiaro effetto della trasformazione digitale che ci conduce a riflettere sulla diversità fra chi sono io e cosa è una macchina”.

Quando Turing definì l’intelligenza, usò il Gioco dell’Imitazione. Chi c’è dietro il muro? La macchina è considerata intelligente quando può ingannare un essere umano? E qui arriviamo a Platone: “Il mito della caverna ci ha insegnato che non è sufficiente vedere due oggetti simili che proiettano la stessa ombra all’estremità della grotta – spiega Benanti – per essere certi di ciò che vediamo. La vera conoscenza è dietro il muro.  Dobbiamo essere coraggiosi e scoprire cosa c’è oltre il muro. Qualcuno l’ha chiamato metafisica, andare oltre le semplici cose fisiche. Ancora una volta, come 30 secoli fa, ci poniamo la stessa domanda. E a questo punto, non posso finire la mia provocazione senza ricordare una differenza tra noi e le macchine. Se mi chiedi qualcosa, posso dire che non lo so, per Socrate questo è il punto di partenza di ogni conoscenza. Se fai una domanda a Google, ti risponderà sempre. Una riflessione un po’ provocatoria su una crisi epistemologica che è in corso ed ha bisogno di risposte”.


English version

In 1951 Claude Shannon created the Theseus project, a maze-solving mouse that used a bank of relays for its brain. In this project, the mouse appears to be alive with a purpose without the need for human execution. Besides that, Shannon introduced an information definition taking his inspiration from Maxwell’s thought experiment. Information is a difference that makes a difference.

“So, if the new machine is information-based, is life information-based? What is the difference between a server that stores and transforms information and a human being? I am pushing you through an epistemological crisis,” said Paolo Benanti. “If I would like to be more provocative. What is the difference between a duck and a hairdryer? The shape is similar. However, if I turn off the hairdryer, then I can turn it back on, but if I do the same with the duck, I can eat it, but I cannot turn it back to life.”

The first core question on the epistemological crisis, according to Paolo Benanti, is what we are. “Is my finger on the surface of my smartphone that gives information and controls the smartphone, or does the notification that appears on the smartphone control me and my attention? Any notification on my phone controls myself and my behavior.”

Benanti wondered if, assuming that an algorithm is a process that controls the behavior of a machine, are emotions biological algorithms that govern our behavior? Many evolutionary psychology handbooks give an example where a monkey faces a grave decision to run and grab the banana, hopefully avoiding a lion or staying put and remaining hungry. Having rudiments of engineering, were he in the same quandrum, Benanti would calculate the speed, the distance, leave a 10% margin of error, just to be safe, and decide what to do. “The fearful monkey died of starvation, and the brave monkey became the lion’s lunch. The monkey that we meet in the zoo is the one that has the best evolutionary emotional algorithm compatible with surviving inside the environment. I described an inner process of a living being as a mechanical process as simple as a cybernetic loop” explained Benanti. Today, younger people find a partner through an application called Tinder. Human beings believe in an algorithm more than they trust themselves with this choice. That is an effect of Digital transformation and the question of who I am and what is a machine.

When Turing defined intelligence, he used the Game of Imitation. Who is behind the wall? The machine is viewed as intelligent when it can deceive a human being as to whether a machine or a man is behind the wall. However, Benanti did not stop there and continued with Plato. “The myth of The Cave taught us that it is not enough to see two similar objects that project the same shadow on the end of the cave. The real knowledge is when I go behind the wall. What is projecting that? So, is AI, a robot, like a human being? If you remain inside the cave, you will find nothing. You must be brave enough to go outside and discover what lays beyond.  Once again, as 30 centuries ago, we have the same question. But, quoting Socrates, I cannot finish my provocation without remembering one difference between ourselves and machines. If you ask me anything, I can say I do not know. And for Socrates, it is the starting point of all knowledge. If you ask a question to Google, he or it will always reply. A bit provocative reflection on an epistemological crisis, and it is up to you to answer it.”