Tra i principi fondamentali dell’ordinamento repubblicano pensato dai nostri Padri costituenti, figura l’articolo 9 che testualmente recita “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la Ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Per effetto dell’emendamento approvato il 19 maggio scorso, dopo il secondo comma è stata proposta la seguente integrazione in materia di protezione della Natura: “Tutela l’ambiente e gli ecosistemi, come diritto fondamentale della persona e della comunità, promuovendo le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Persegue il miglioramento delle condizioni dell’aria, delle acque, del suolo e del territorio, nel complesso e nelle sue componenti, protegge la biodiversità e promuove il rispetto degli animali. La tutela dell’ambiente è fondata sui princìpi della precauzione, dell’azione preventiva, della responsabilità e della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente“. Si tratta di una svolta storica che conferma il Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (in acronimo del TFUE) anche in relazione al riconoscimento degli “animali come esseri senzienti”, senza quindi dimenticare l’Articolo 13, sottoscritto nel 2008 a Lisbona dai 27 Paesi della Ue, che riconosce giuridicamente (a partire dal 1 gennaio 2009) “gli animali come esseri senzienti” e chegli Stati nazionali dovranno tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere”. Con la prima approvazione (conseguita con l’accordo di tutta la maggioranza) da parte della Commissione Affari costituzionali del Senato rispetto al disegno di legge di modifica degli articoli 9 e 41 della Carta fondamentale dello Stato, è stata dunque avviata la procedura per lintroduzione della tutela dell’Ambiente e degli Animali nella Costituzione. Durante infatti il discorso di insediamento in Senato, il Presidente del Consiglio Draghi aveva confermato il suo impegno a procedere su questo fronte dopo che Giuseppe Conte aveva sostenuto la proposta. Da tempo attesa dalle oltre sessanta associazioni dei Diritti degli Animali e dell’Ambiente, Ambientalisti, Animalisti e maggioranza di governo sollecitano ora affinché la proposta di legge costituzionale giunga in Aula nei tempi più rapidi possibili, anche se, come commenta  la Lega Antivivisezione, per quanto tale atto  costituisca “un voto decisivo per un cambiamento epocale in piena coerenza con il Trattato dell’Unione Europea che riconosce gli animali come esseri senzienti” (che la stessa Lav chiede dal 1999) l’Italia dovrà attendere fino almeno al maggio 2022.  Nel generale clima di approvazione rispetto al risultato conseguito è stata comunque messa in evidenza la mancanza del concetto più ampio di sviluppo sostenibile. Con l’ammissione definitiva della riforma, l’ecologia, la tutela delle biodiversità e degli ecosistemi saranno dunque un asse portante di ogni strategia di sviluppo economico e ambientale del Paese. Il punto di incontro tra i partiti riguarda in modo particolare l’assunto la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali”, nella cui prima enunciazione, la protezione degli animali risultava inclusa nella tutela generica riconosciuta all’ambiente, agli ecosistemi e alla biodiversità, mentre nella seconda compare un ulteriore rinvio ad altre leggi dello Stato. In un primo tempo infatti la stessa Lega manifestò la propria opposizione rispetto alla definizione di “tutela generica” riconosciuta a qualunque specie di animale, chiedendo una differenziazione tra gli animali da compagnia, selvatici, da allevamento e quelli considerati pericolosi, in quanto l’enunciato avrebbe potuto avere ripercussioni sulle attività di caccia e sugli allevamenti che costituiscono un forte bacino elettorale di quella frangia politica. In una recente indagine demoscopica di Ipsos (Analisi e ricerca di Mercato) svolta nei primi di aprile, e condotta  per conto della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (Leidaa), è emerso che come il 91% degli italiani fosse favorevole all’inserimento nella Costituzione della tutela dell’ambiente, degli ecosistemi, delle biodiversità e degli animali. Dal sondaggio è emerso altresì che circa il 40% fosse ben informato rispetto al tema della Sostenibilità (a fronte di un 8% che non ne ha mai sentito parlare) dimostrando che per gli italiani l’intervento della politica sui problemi ambientali, transizione ecologica e tutela degli animali sia un aspetto culturale e di gestione del sociale di primaria importanza: un dato quindi di grande rilievo rispetto alla approvazione di un decreto legge relativo al giusto inasprimento delle pene per chi commette reati verso gli Animali quali esseri viventi e senzienti.