Dalla fine del 2021 i finanziamenti per i progetti che prevedono energia prodotta da fonti fossili saranno bloccati. Questa la decisione della Bei, la Banca Europea per gli Investimenti, che ha dato un segnale forte ai mercati e alle aziende, puntando in modo diretto e forte sull’energie rinnovabili.

L’annuncio da parte della Bei è in linea con le dichiarazioni della nuova presidente eletta della Commissione europea Ursula von der Leyen, che nelle scorse settimane ha insistito più volte sul fatto che l’Europa debba diventare leader nell’area dell’economia circolare e del “clean tech”. Infatti, in una nota della CE si legge: “la Commissione Ue sostiene un aumento del finanziamento dell’energia a basse emissioni di carbonio che porterà anche ad una graduale eliminazione del sostegno ai progetti di combustibili fossili, compreso il gas naturale”, per questo “sostiene la nuova politica di prestiti energetici della Banca europea per gli investimenti, che aiuterà la Banca a raggiungere il pieno allineamento con l’accordo di Parigi. La Commissione ha votato a favore della proposta e ritiene che la transizione verso l’energia pulita debba essere graduale, socialmente equa, basata su una vasta gamma di fonti e tecnologie energetiche e, condotta in modo tale da non lasciare indietro alcuna regione”.

Anche il ministro dell’Economia italiano Roberto Gualtieri ha accolto con soddisfazione la misura dichiarando: “che (tale decisione) testimonia l’ambizione dell’Europa nel perseguire la lotta ai cambiamenti climatici, accelerando la fuoriuscita dalle fonti fossili nella produzione di energia”.

Il vice-presidente della Bei con delega all’energia, Andrew McDowell, ha inoltre spiegato che: “le emissioni di carbone generate dall’industria dell’energia in tutto il mondo hanno raggiunto un nuovo picco nel 2018. Bisogna agire con urgenza per contrastare questa tendenza”.

Per questo, a proposito di ambiente, sono state indicate cinque linee guida per l’azione della Bei nei prossimi anni: dare priorità all’efficienza energetica con un’azione che supporti i nuovi obiettivi comunitari sotto l’egida della Direttiva di Efficienza Energetica; dare impulso alla “decarbonizzazione” attraverso l’aumento di finanziamenti per le tecnologie a zero o basso uso di carbone, puntando a raggiungere il 32% di energie rinnovabili in tutta Europa entro il 2030; aumentare i finanziamenti per la produzione decentralizzata di energia, l’immagazzinamento innovativo di energia e la “e-mobility”; assicurare investimenti sulle reti, essenziali per nuove fonti di energia intermittente come l’eolico o il solare, oltre a rafforzare le inter-connessioni tra Paesi membri; aumentare l’impatto degli investimenti per supportare le trasformazioni energetiche anche al di fuori dell’UE.