La convergenza e l’innovazione tecnologica, la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie, sono imperativi ineludibili per fronteggiare le inedite sfide della globalizzazione e anche per uscire il prima possibile dalla crisi. Sono i propositi lanciati nella seconda delle tre giornate marconiane, organizzate dalla Fondazione Ugo Bordoni, che si è svolta alla Protomoteca del Campidoglio alla presenza del Presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano, per ricordare i 100 anni dal Nobel per la Fisica a Guglielmo Marconi. “Su questi temi – ricorda il Presidente Napolitano – ci giochiamo il nostro futuro anche per uscire dalla crisi e per uscirne in condizioni migliori di quelle in cui ci siamo entrati. L’impegno sia privato che pubblico deve garantire dunque il necessario flusso di risorse”. Purtroppo lo spazio dedicato dai nostri telegiornali al tema “Impresa ed Innovazione” è limitato, ha ricordato il Presidente Enrico Manca accennando nel suo discorso d’apertura ad una ricerca che la FUB ha promosso in collaborazione con ISIMM Ricerche. E questo aspetto impedisce al pubblico, ai cittadini, di valutare e di confrontarsi con tematiche riguardanti lo sviluppo e l’innovazione tecnologica. “Anche il Governo si è impegnato a fare di più – ha sottolineato il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola – stanziando nella prossima finanziaria un milione di euro per potenziare il credito d’imposta per la ricerca e per il potenziamento della banda larga, la futura autostrada della conoscenza”. Tra i presenti al convegno due illustri premi Nobel, la senatrice a vita Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia che con un pò di ironia ammette: “senza un pizzico di fortuna non esisterebbero le grandi scoperte scientifiche”. Piero Angela, ha sottolineato che “è importante non solo come comunicare, ma anche cosa comunicare”. Tra i relatori al convegno anche alcuni rappresentanti di altri Paesi venuti ad omaggiare il genio Marconi che con le sue scoperte ha contribuito all’avvento della radio, della televisione, dei satelliti, delle reti di computer. “Cento anni fa – ha ricordato Hamadoun I. Touré, Segretario Generale dell’International Telecommunication Union – davvero poche persone, forse una manciata di sperimentatori del wireless fra i quali Marconi, avrebbe potuto avere la più pallida idea della vita senza fili di oggi. E nessuno, ne sono certo, avrebbe immaginato che nel XXI secolo sarebbe stato impossibile immaginare la vita quotidiana senza la tecnologia wireless”. Anche il Presidente dell’AGCOM, Corrado Calabrò, ha ribadito che “la novità più importante della scoperta marconiana sta nella dematerializzazione della comunicazione e quindi nella fine delle distanze”.

Nella seconda sessione aziende di telecomunicazione, televisive, di telefonia hanno ricordato quelle che saranno le prossime sfide: il superamento del digital divide e le reti di nuova generazione. Mauro Crippa, direttore generale informazione Mediaset, ha precisato che “tutto è possibile; ma non dimentichiamo che la produzione di contenuti di valore ha un prezzo”. Tutti convinti che l’informazione deve cavalcare l’innovazione, senza danneggiare un’informazione di qualità. “Bisogna innovare, andare avanti, ma con molto giudizio e attenzione. Oggi – ha avvertito Paolo Garimberti, presidente RAI – abbiamo il problema di come far coesistere tanti media diversi, di come difendere i media più deboli come i giornali stampati”. Il presidente della tv pubblica ha inoltre ricordato che bisogna soffermarsi anche sui fruitori che utilizzano e fruiscono i contenuti delle new technology: “c’è una divisione tra i nativi digitali, quelli che sono nati con i telefonini e la tastiera in mano, e gli immigranti digitali, quelli che come me sono nati con i giornali. Questi ultimi vanno protetti”.

Vedere assieme istituzioni, aziende ed esperti dibattere sul futuro delle telecomunicazioni e sulla convergenza fa pensare ad una “tempesta perfetta”, espressione usata da Paolo Romani, Vice Ministro dello Sviluppo Economico e delle Comunicazioni. Banda larga e alfabetizzazione tecnologica restano gli imperativi per chiudere il digital divide, ha ribadito Romani, e per questo “vogliamo coinvolgere tutti i presenti per lo sviluppo infrastrutturale e del progresso tecnologico del nostro Paese”.

di Erminio Cipriano

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