La creazione della start-up Materias ha come mission quella di accompagnare le idee ad alto valore scientifico lungo il percorso critico che le porta a trasformarsi in un progetto e, questo in una impresa. Collocandosi a pieno titolo lungo la traiettoria della cosiddetta” valle della morte”.
A spiegarlo con l’intramontabile passione ed il riconosciuto prestigio scientifico ed intellettuale è Luigi Nicolais. Con lui do il via alle mie interviste sulla storia dell’Italia Digitale.
Nicolais è tra gli scienziati italiani più citati al mondo, è titolare di molti brevetti internazionali, uno fra questi ha ottenuto qualche mese fa l’approvazione della FDA americana. Già Assessore alla Ricerca della Regione Campania, Ministro del Governo Prodi 2, Presidente del CNR. Oggi imprenditore di successo.
Dove? Nel Polo Universitario della Federico II, San Giovanni a Teduccio, nato da un progetto di respiro internazionale, frutto della collaborazione tra l’Accademia ed il sistema delle imprese. E’ un luogo che richiama i Campus americani in cui si sono stabilite multinazionali e start up, proprio come Materias che ha caratteristiche uniche a livello nazionale.
Il tutto parte da un dato incontestabile, come rileva il Professor Nicolais “ a livello mondiale l’Italia, insieme a Canada e Uk, si posiziona al primo posto per citazioni e pubblicazioni scientifiche (fonte: scopus e OECD MSTI 2013). Siamo i più bravi al mondo nel produrre conoscenza che però non riusciamo a trasformare in economia reale”.
Questa intollerabile contraddizione è dovuta anche al fatto che la carriera accademica è basata esclusivamente sulla pubblicazione degli articoli che di fatto preclude la possibilità per i ricercatori di attivare brevetti da poter portare sul mercato. Laddove il sistema internazionale si muove su un binario esattamente opposto, la qual cosa ci pone, sul fronte dell’utilizzo della ricerca prodotta agli ultimi posti delle classifiche internazionali.
Il tema è chiaro anche a livello europeo che nello scorso anno ha visto la creazione di un European Innovation Council (EIC) accanto al tradizionale European Research Council (ERC).”
Insomma è chiaro che in Italia le migliori intuizioni sono destinate al dimenticatoio se non sono individuate ed adeguatamente sostenute. Non solo sotto il profilo finanziario ma soprattutto attraverso l’affiancamento di competenze ad alto valore aggiunto. Ed è qui che interviene Materias con il suo ruolo riconoscendo, valutando e validando le idee più promettenti nel settore dei materiali avanzati, diventando così per gli inventori/ricercatori una guida sicura per lo sbocco sul mercato.
Il lavoro svolto da Materias nei primi 3 anni, ha permesso lo scouting di oltre 900 idee e tecnologie science-based legate al settore dei materiali intelligenti, che spaziano dal life-science, al cultural heritage, dall’ingegneria civile al food-tech, dal healthcare ai trasporti.
Materias ha approfondito oltre 60 delle idee progettuali intercettate e 10 di esse sono state portate nella fase di accelerazione.
Questo modus operandi ha consentito a Materias di creare un ecosistema dell’Innovazione che le ha permesso di entrare in contatto con eccellenti strutture, sia di ricerca pubblica che privata, nazionali e internazionali.
L’ecosistema attivato non solo ha creato valore in termini di networking, ma ha consentito a Materias di fornire un contributo decisivo allo sviluppo delle tecnologie, diventando parte attiva del processo di trasferimento tecnologico e di prima industrializzazione. Tale approccio ha permesso, quindi, a Materias di dotarsi di un patent portfolio che oltre a fornire una garanzia competitiva per l’utilizzo di specifiche tecnologie, costituisce, attraverso la proposizione di licenze o royalties al cliente industriale, anche una delle revenue streams su cui si basa il modello di business.
Ad oggi stati conseguiti due risultati che hanno permesso di validare tale modello: la vendita della proprietà intellettuale dei microaghi per il rilascio transdermico di molecole attive alla multinazionale farmaceutica IBSA Institute Biochimique SA, e la firma di un accordo per servizi di ricerca applicata finalizzati alla stampa 3D di cemento armato, con l’azienda Italcementi/HeidelbergCement leader mondiale nella produzione di cemento.
Sono in corso nuovi sviluppi su altre tecnologie in fase di accelerazione, che, anche in virtù dell’interesse di aziende, potrebbero trovare una forma di valorizzazione attraverso la vendita di IP o la costituzione di società veicolo. Parliamo in questo caso di peptidi antibatterici innovativi che possono essere utilizzati per incrementare la safety e la shelf-life di prodotti alimentari. Oppure, di schiume a gradiente di porosità in grado di migliorare l’assorbimento di vibrazioni e impatti.

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Laureata in lingue e letterature straniere, specializzata in giornalismo e comunicazione di massa alla LUISS, è giornalista professionista dal 1992. Ha lavorato presso le redazioni de Il Mattino e il Roma. Ha insegnato Editoria Elettronica presso la Scuola superiore di giornalismo della LUISS, è stata titolare della cattedra di “Economia e Gestione delle Imprese Giornalistiche” e di “Giornalismo e divulgazione scientifica” nella facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma, è stata anche componente del Consiglio Direttivo dell’UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici) e membro del comitato editoriale del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione). Vanta diverse pubblicazioni. È direttore della rivista di cultura digitale “Media Duemila” e vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia. Membro del comitato direttivo degli Stati Generali dell'Innovazione. Da gennaio 2015 è Digital Champion del comune di Vico Equense.