di LUCA PROTETTI –

Il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, la Rai ha effettuato la prima trasmissione televisiva in 3D della sua storia. Si tratta del film documentario “Le non persone” di Roberto Olla, andato in onda in seconda serata sui Rai 1 e in formato tridimensionale sul canale 501 terrestre Rai HD e 101 satellitare Tivusat. Un viaggio di un’ora all’interno dei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau per raccontare, insieme a sei sopravvissuti, gli orrori della Shoah. Un modo per ricordare le vittime del nazionalsocialismo e per rievocare il 27 gennaio 1945, giorno in cui il campo di sterminio di Auschwitz fu liberato dall’esercito Alleato e venne rivelato per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.
Per la Rai si tratta di una prima assoluta che segna l’ingresso nell’era della tv tridimensionale. L’obiettivo del 3D è far vivere allo spettatore un’esperienza di profondo coinvolgimento e in particolare con “Le non persone” la Rai ha voluto dare la sensazione più vicina possibile alla tremenda realtà dei lager. Le gigantesche dimensioni di Auschwitz, l’oppressiva presenza del filo spinato, le umilianti latrine, spazi che diventano sempre più stretti, fino alle camere a gas. La riposta del pubblico è stata ovviamente ottima con 1.122.000 telespettatori e uno share dell’ 11,05%.
Questa prima trasmissione in formato 3D, girata con il contributo tecnologico della Direzione Strategie Tecnologiche Rai e del Centro Ricerche di Torino, rientra tra le attività di sviluppo e promozione della tecnologia 3D effettuata dal Servizio Pubblico fin dal 2008. La prima produzione tridimensionale realizzata dalla Rai risale infatti a quattro anni fa con una breve fiction per bambini della “Melevisione”.  A questo primo esperimento sono seguiti un corto sulla città di Torino, “Sette luoghi, otto minuti una città”,  “3-Dentro il Rigoletto a Mantova” nel 2010 e lo scorso anno è stato realizzato un filmato di 15 minuti in 3D tratto da “Arlecchino servitore di due padroni” prodotto al Piccolo Teatro di Milano. Attualmente in lavorazione c’è un cortometraggio sulla beatificazione di Giovanni Paolo II.
Il 3D dunque, dopo essere stato protagonista nelle sale cinematografiche e sulla pay tv satellitare, approda nel salotto di casa anche attraverso i canali in chiaro del digitale terreste. La Rai nella doppia veste di azienda innovatrice e di servizio pubblico sta cavalcando la nuova ondata tecnologica della tv stereoscopica: già oggi, nel mondo, quasi il 10% dei televisori installati è equipaggiato con tecnologia 3D e, verosimilmente, a fine 2015 si potrà raggiungere quota 60%. In Italia, a fine 2011, circa il 2% del totale dei televisori installati era equipaggiato con tecnologia 3D, tra tre anni invece, secondo le stime di Screen Digest, si raggiungerà quota 14 milioni, pari a circa un quarto del parco televisori presenti nelle case degli italiani.

Luca Protettì

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