MARIATERESA CALIENDO

 

In occasione del convegno “McLuhan: Tracce del futuro” ho partecipato all’atelier di intelligenza connettiva sull’Editoria dove si è discusso, insieme a Paolo Liguori, Giulio Anselmi, Maria Pia Rossignaud e Derrick de Kerckhove, la situazione attuale dell’editoria italiana.

The medium is the message“. Questo è l’incipit. Si spazia tra multimedialità, nuove generazioni, tracciabilità, piccoli giornalisti, morte della carta stampata, speranze in Italia.

Per cominciare Paolo Liguori ci parla del cronista multimediale, il cronista che racconta e che deve saper usare le tecnologie. In Italia forse non si è ancora pronti alle tecnologie e, a mio avviso, taccuino e matita non tramonteranno mai. Certo che per far il cronista 2.0 non serve molto, basta uno smartphone, una videocamera e prontezza nel riprendere. Per la carta stampata basta un QR code, ma non tutti i giornali sono ancora arrivati alla fase 2.0.

Giulio Anselmi affronta il problema della tracciabilità on line, quindi il problema della privacy ai tempi di Internet, e continua con i problemi dei periodici generalisti in Italia: “c’è paura nei quotidiani e nei news magazine a causa di Internet.”

“Le nuove generazioni sono McLuhan dentro – dice Paolo Liguori – leggete i loro articoli? Sono un pò scritti, un pò visivi e quasi sempre c’è dell’audio”. E il professor Derrick de Kerckhove continua con la sua teoria di “piccoli McLuhan inside, che si formano e si esprimono su YouTube e Twitter, è quella la loro scuola”. Nascono così anche nuove modalità di lettura: interattive e partecipative. Che danno voce soprattutto ai lettori, grazie alla Rete, ma soprattutto alla condivisione su social media e social network.

E se su Internet calasse l’attenzione? E se invece l’attenzione aumenta, dato che la lettura è aiutata da video, immagini, suoni? Tutte domande che si pongono i giornalisti della carta stampata.

Interviene, infine, Angelo Agostini de “Il Mulino”. Il suo commento è sulla qualità dell’informazione, e afferma che se anche in Rete si trovano buoni contenuti, tutti saranno spinti a leggere notizie on line, piuttosto che cartacee. Notizie sempre nuove, veloci, immediate.

In questo modo l’informazione della carta stampata sarà sempre in crisi?

Dalle conclusioni ho tratto alcune idee: che la carta stampata ha subito un enorme danno, con la crescita di Internet, dei tablet, degli smartphone e delle loro app. Ma soprattutto, che il marasma della carta stampata è dovuto al nuovo modo di scrittura, nato on line. Una scrittura non vincolata, libera.   

 

Mariateresa Caliendo

Università “Federico II” di Napoli

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