Confindustria Radio televisioni e l’Osservatorio TuttiMedia hanno presentato Lectios, software creato da giovani italiani che permette di ascoltare  contenuti  e grazie alla pubblicità  gli editori non pagano il servizio, in più la pubblicità non teme agli ad blocker.

Pensate se qualcuno potesse leggerci le notizie mentre siamo impegnati a fare altro. Per molti sarebbe la soluzione a una necessità, quella d’informarsi, che con i ritmi frenetici della vita di oggi non sempre riusciamo ad appagare. È la stessa cosa che accadeva a Tommaso Cardone prima che lasciasse tutto per dedicarsi anima e corpo allo sviluppo della sua creatura: Lectios, il lettore di news.

“Con il mio precedente lavoro – dice Tommaso – spesso non trovavo il tempo neanche per aprire un sito d’informazione e leggere qualche articolo. Ogni giorno, però, avevo dei tempi morti – mentre ero alla guida o mentre facevo sport – che avrei potuto sfruttare meglio”. Nasce così l’idea di un primo, artigianale, software per ascoltare i testi sullo smartphone. Da qui alla nascita di Lectios il passo è stato breve.
Il primo prototipo, una applicazione per mobile, porta Tommaso e i suoi soci dalla provincia di Venezia fino in Cile dove sono accolti in Startup-Chile, uno dei più importanti “acceleratori” per le imprese innovative allo stadio iniziale. È qui che, confrontandosi con editori ed esperti del settore, progetto base cambia. Perché, se da una parte ci sono le esigenze dei lettori (gestire meglio il tempo, avere sempre più piattaforme a disposizione per fruire dei contenuti), dall’altra parte ci sono quelle degli editori (una nuova distribuzione dei contenuti, aumentare il numero degli utenti e l’audience dei propri siti intercettando quelli che non possono leggere, monetizzare il traffico con le pubblicità).
Dalla App si è così passati – dopo un passaggio nell’incubatore italiano Impact – alla forma attuale di Lectios: un software che, installato sui siti d’informazione, trasforma i testi scritti in file audio. Attraverso un plugin da aggiungere al codice delle pagine web, infatti, ogni articolo sarà corredato da un piccolo lettore multimediale che, dopo una brevissima pubblicità (circa 10 secondi), riprodurrà “in voce” il contenuto del pezzo. Una comodità non da poco. In questo modo, anche mentre abbiamo le mani occupate, avremo la possibilità di rimanere aggiornati sui fatti del giorno. Uno strumento che cresce assieme ai lettori-ascoltatori, si sviluppa giorno dopo giorno facendo tesoro dell’esperienza che gli utenti hanno visitando i siti che già “montano” Lectios.

Per questo gli ultimi aggiornamenti del software consentono non solo di ascoltare le notizie ma di poterle organizzare in playlist; un ascolto organizzato in flussi di notizie: selezionando un articolo, il sito proporrà una lista di news – correlate per categoria o argomento – potendo così costruire una sorta di rassegna stampa personalizzata.

Per gli editori i vantaggi sono ancora maggiori. Grazie a Lectios, infatti, non solo possono innovare facilmente amplificando la ricettività delle notizie pubblicate ma, allo stesso tempo, riescono a trovare nuovi modelli di business; magari attraverso la pubblicità. Il mini-spot proposto all’avvio del file audio riesce ad aggirare gli ad-blocker (il plugin che consente di bloccare i banner pubblicitari durante la navigazione) dando la certezza che il messaggio vada a segno; in questo modo il mercato delle inserzioni sui siti web troverebbero nuova linfa vitale e diventare veramente una fonte di introiti per le aziende editoriali; dando, di riflesso, un po’ d’ossigeno al settore giornalistico.

“In un sistema dei media alla ricerca, in questo momento come non mai, di nuovi business – sottolinea Franco Siddi, presidente dell’Osservatorio TuttiMedia – un’iniziativa del genere è senza dubbio lodevole. Può dare sostenibilità e garantire il mantenimento di un giornalismo professionale, sinonimo di qualità”.

Gli fa eco Emilio Carelli, giornalista di lungo corso e già direttore di SkyTg e TgCom, secondo cui, in ottica utente, “tutti i sistemi che aumentano le possibilità di accedere alle notizie sono i benvenuti. In questo senso Lectios potrebbe diventare utilissimo, soprattutto se si arricchisse di un modo per ascoltare automaticamente le breaking news”..

Certo, la fase operativa di Lectios è appena cominciata e, dunque, non mancano dei limiti. La voce che legge, ad esempio, al momento è sintetica; per migliorarla, però, basterebbe che l’editore decidesse di far registrare uno o più articoli a lettori professionisti se non proprio all’autore dell’articolo, dando un senso ancora più realistico alla “lettura” di una terza persona. Per ora, inoltre, le playlist possono essere create solo per le versioni mobile dei siti e solo con una connesione dati attiva; è però in cantiere una versione che permetterà di scaricare le liste per salvarle su diversi dispositivi e ascoltarle offline. Nel futuro di Lectios c’è anche l’idea di farlo interfacciare con i kit di connessione installati sulle auto. C’è infine da superare l’ostacolo più grande: il software può essere fatto “girare” solo sui singoli siti che hanno adottato questo sistema; l’ambizione di Tommaso e soci sarebbe quella di convincere un gran numero di editori a seguirli per lanciare un grande aggregatore di notizie che consenta di ascoltare le news prendendole da diversi siti contemporaneamente.