Il tema scelto per Nostalgia di Futuro 2025: “Il futuro per un’informazione tra uomo e macchina: verso un nuovo linguaggio?” (25 novembre Mediaset Milano) è drammaticamente attuale perché  l’informazione deve riflettere sulla nuova relazione tra uomo e macchina  per cambiare ed adeguarsi.

IA quantistica

Con l’IA quantistica l’accesso personale alla conoscenza diventerà totale e immediato: l’editoria dovrà reinventarsi per dialogare con un nuovo linguaggio condiviso tra uomo e macchina.

In effetti il digitale ha trasformato la materia in informazione preparando l’uomo a comprenderla; con l’ingresso dell’IA nel quantum avremo accesso personale alla memoria e a una conoscenza planetaria in tempo reale. In questo ecosistema informativo integrato, l’industria della comunicazione dovrà ripensare il proprio ruolo per costruire un nuovo linguaggio tra uomo e macchina.
Pensiero trasformato

Ogni transizione tecnologica modifica il nostro modo di pensare; quella digitale sta modificando il nostro modo di significare. È dentro questo scenario che desidero collocare alcune riflessioni sulla trasformazione profonda che stiamo vivendo.

“In principio era la parola, e la parola fu fatta carne.” Le parole furono i primi algoritmi umani, strumenti primitivi ma potentissimi con cui la nostra specie ha imparato a dare forma al mondo. Giambattista Vico, nella Scienza Nuova, ci offre ancora oggi la spiegazione più limpida di questa origine: le parole nascono da enunciati, grida e suoni che accompagnavano i gesti, estendendo l’azione del corpo oltre i limiti dell’immediato. Prima che i vocaboli si stabilizzassero, erano i sensi a funzionare da algoritmi decisionali: ci guidavano, ci orientavano, ci difendevano.

Significante e significato

La parola introdusse per la prima volta una distanza tra esperienza e interpretazione, tra significante e significato. Eppure rimase subordinata ai sensi fino al momento in cui la scrittura – come aveva intuito lo stesso Vico – non la fissò sulla pagina, stabilizzandone il valore e restringendo il ventaglio dei significati possibili. Da quel momento le parole assunsero pienamente la funzione algoritmica dei sensi: un sistema regolato, formale, affidabile.

L’umanità ha già attraversato due grandi sistemi cognitivi e comunicativi e ora si prepara a esplorarne un terzo.

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Derrick de Kerckhove
Direttore scientifico di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia. Visiting professor al Politecnico di Milano. Ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell'Università di Toronto. È autore di "La pelle della cultura e dell'intelligenza connessa" ("The Skin of Culture and Connected Intelligence"). Già docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II dove è stato titolare degli insegnamenti di "Sociologia della cultura digitale" e di "Marketing e nuovi media".