“Nell’era del prompt saper fare le domande diviene una competenza determinante –  afferma Derrick de Kerckhove (direttore scientifico Osservatorio TuttiMedia/Media Duemila, docente Polimi e già direttore del McLuhan Program di Toronto) – ricordo la metafora di McLuhan sull’uomo del XXI secolo che corre in strada urlando: <Ho tutte le risposte: quali sono le domande?>. Il prompt engineering emerge come la competenza essenziale in questo momento storico della trasformazione digitale”.

“Stiamo per passare dalla ricerca delle informazioni corrette, alla formazione della corretta ricerca, abbiamo bisogno di nuovi modelli di riferimento – dice Maria Pia Rossignaud (Vice presidente Osservatorio TuttiMedia e direttrice di Media Duemila) – la nostra associazione si distingue per la capacità di invitare a riflettere sui segnali deboli del futuro perché vogliamo contribuire alla costruzione dei nuovi modelli sociali e comunicativi che tengano conto degli strumenti che emergono dalla transizione digitale senza né demonizzare né enfatizzare. Ecco perché abbiamo deciso di puntare sul prompt, elemento ancora poco sconosciuto”.

“Per Google, la vera sfida sull’intelligenza artificiale ha a che vedere con il suo sviluppo responsabile – afferma Giulia Gioffreda (Government Affairs and Public Policy di Google) -. Per questo, già nel 2018 abbiamo creato dei Principi di responsabilità che guidano ogni progetto di IA in ogni sua fase. Al cuore di questi principi c’è l’idea che i benefici complessivi dell’innovazione devono sempre essere superiori ai rischi e agli svantaggi che potrebbe portare.”

“Per gli investitori pubblicitari il tema dell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nelle attività di marketing e comunicazione è in cima alle priorità. Le applicazioni potenziali nelle attività di tutti i giorni di chi cura brand e prodotti sono numerosissime: dalle creatività testo, visuali e video alle attività di PR, dalla SEO all’ecommerce fino all’utilizzo della data science applicata ai più svariati livelli. Per un utilizzo massivo dei software applicativi basati su AI sarà fondamentale definire bene il quadro normativo, in particolare le tematiche che coinvolgono il diritto d’autore e la data privacy, nonché valutare bene le implicazioni pubbliche su come le Intelligenze Artificiali vengono costruite e messe a disposizione degli utenti, consumer e professionali. Interessante sarà anche capire gli intrecci fra Intelligenza Artificiale e Metaverso, concetti molto diversi fra loro ma che potrebbero avere in futuro sinergie interessanti” – dichiara Alberto Vivaldelli (Responsabile digital di UPA).

“L’intelligenza artificiale generativa mette in crisi il mito della creatività ad esclusivo appannaggio dell’uomo – evidenzia Vincenzo Cosenza (Esperto di Marketing e Innovazione) –  ciò non deve spaventarci e spingerci a fare battaglie di retroguardia, ma stimolarci ad un utilizzo di queste nuove tecnologie per lavorare meglio e potenziare le nostre capacità. Siamo entrati nell’era dei lavoratori aumentati”.

“Si sente spesso parlare dell’esigenza di nuove regole che disciplinino l’intelligenza artificiale – afferma Giusella Finocchiaro (Professoressa di Diritto di internet e Co-founder e Partner di DigitalMediaLaws) – e nuove regole certamente arriveranno: sia in Europa che negli Stati Uniti e in Cina si stanno discutendo regolazioni in materia di intelligenza artificiale. Si auspica che queste normative saranno tali da consentire lo sviluppo tecnologico, senza imbrigliarlo. In Europa, è prossima l’approvazione del Regolamento c.d. “AI Act”, che rappresenta una cornice per l’accesso dei prodotti di intelligenza artificiale sul mercato europeo e non pretende, né forse potrebbe pretendere, di dirimere tutte le questioni giuridiche che l’IA fa sorgere. I giuristi dovranno ricorrere all’attività interpretativa, verificando se le norme esistenti siano idonee ad affrontare le sfide poste dall’IA. In molti casi, è già accaduto. Tanto a Singapore, quanto negli Stati Uniti, i giudici hanno già applicato le regole vigenti per decidere casi giudiziari che coinvolgevano l’IA. Del resto, il compito del giurista è proprio quello di interpretare le norme esistenti e, lì, provare a rintracciare gli strumenti per decifrare il presente”.

“Nasce l’interesse delle elite culturali su quella che può essere chiamata “promptologia”, la nuova abilità ingegneristica di ideare domande per spingere l’intelligenza artificiale a fornire risposte appropriate che richiede anche la comprensione del linguaggio e dell’espressione – sottolinea Matteo Ciastellardi (docente Polimi)”.

Il consueto appuntamento TuttiMedia per Upa quest’anno è stato dedicato a “Ia generativa: l’era Del prompt”. Il dibattito che ha attirato l’attenzione delle élite culturali su quella che può essere chiamata “promptologia”, la nuova abilità ingegneristica di ideare domande per spingere l’intelligenza artificiale a fornire risposte appropriate che richiede anche la comprensione del linguaggio e dell’espressione. Protagonisti dell’incontro: Derrick de Kerckhove (Direttore scientifico Osservatorio TuttiMedia/Media Duemila – docente Polimi e già direttore del McLuhan Program di Toronto); Giulia Gioffreda (Government Affairs and Public Policy di Google); Alberto Vivaldelli (Responsabile Digital di UPA); Matteo Ciastellardi (Docente Polimi); Vincenzo Cosenza (Esperto di Marketing e Innovazione); Giusella Finocchiaro (Professoressa di Diritto di internet e Co-founder e Partner di DigitalMediaLaws). Modera l’incontro Maria Pia Rossignaud (Vice presidente Osservatorio TuttiMedia e direttrice di Media Duemila).

 

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