Dalla connettività all’intelligenza condivisa
l’“IQ Era” evocata dal Mobile World Congress non riguarda solo le macchine. Riguarda l’evoluzione dell’ecosistema cognitivo umano. Le reti digitali, l’intelligenza artificiale e il capitale cognitivo distribuito stanno creando un ambiente in cui l’intelligenza non appartiene più solo agli individui o alle organizzazioni, ma emerge dall’interazione tra persone, dati e sistemi tecnologici.
Un congresso che anticipa il prossimo paradigma
L’edizione 2026 suggerisce che il prossimo capitolo della rivoluzione digitale non sarà definito soltanto da nuovi dispositivi o da reti più veloci. Sarà definito dalla capacità di organizzare l’intelligenza — umana e artificiale — come infrastruttura della società.
È questo il vero significato della IQ Era.
E forse è anche il primo passo verso quella trasformazione cognitiva che ho intuito descrivendo l’emergere dell’uomo quantistico: un essere umano sempre più capace di pensare e agire all’interno di reti intelligenti e interconnesse.
