L’Istituto Affari internazionali (IAI) ha celebrato, nei giorni scorsi, il suo 50° anniversario: una serie di eventi, a partire da una conferenza internazionale il 13 e 14 novembre, ma soprattutto l’occasione per lanciare con forza messaggi all’Italia e all’Europa. L’Unione europea deve puntare su un’integrazione differenziata con istituzioni potenziate, su un rapporto fiduciario più stretto fra legislativo ed esecutivo e, soprattutto, su una cittadinanza europea che garantisca maggiori diritti e una più ampia partecipazione democratica. E l’Italia, in politica estera, per non rimanere ai margini del gioco diplomatico, deve investire di più nei rapporti bilaterali con i principali Paesi occidentali, senza smettere di impegnarsi nella dimensione multilaterale, sulla base di una strategia nazionale coerente.
Queste sono alcune delle indicazioni salienti contenute nel documento, curato da Gianni Bonvicini e Stefano Silvestri, che lo IAI ha elaborato e pubblicato in concomitanza con la conferenza, dove ne hanno discusso esponenti dei maggiori ‘think tanks’ europei e internazionali, partner dell’Istituto nelle sue attività di ricerca. Per celebrare i 50 anni, le Poste italiane hanno emesso un francobollo.
Fondato nel 1965 da Fondazione Olivetti, Associazione di cultura e politica ‘Il Mulino’ e Centro studi ‘Nord e Sud’, per iniziativa di Altiero Spinelli, che ne fu il primo direttore, lo IAI s’è sempre richiamato al modello dei ‘think tanks’ anglosassoni e ha sempre operato per ‘sprovincializzare’ il dibattito di politica estera in Italia, favorendo una partecipazione dell’Italia efficace e propositiva nelle sedi europee e internazionali.
L’Istituto, che dal 1991 ha sede nel Palazzo Rondinini, nel cuore della Roma barocca, persegue cinque obiettivi prioritari: ricerca; analisi e scenari di lungo termine; networking con altri centri di studio; formazione; diffusione della conoscenza dei problemi internazionali. Per farlo, lo IAI conta su uno staff scientifico d’una trentina di ricercatori e su un’ampia rete di collegamenti internazionali, tenendo un ritmo di produzione di 40/50 progetti di ricerca l’anno (un terzo dei quali finanziati dalla Unione europea) e 90 eventi congressuali, oltre che una fitta serie di pubblicazioni e collane.
L’Istituto, di cui è presidente d’onore l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e che ha a lungo avuto nel proprio Comitato direttivo un altro ex presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, è inserito fra i migliori centri studi di politica internazionale al mondo nelle classifiche annualmente stilate dall’Università della Pennsylvania, ed è membro italiano del Council of Councils, la rete dei maggiori think tanks internazionali di politica estera promossa dal Council on Foreign Relations di New York.
La conferenza del 13 e 14 sugli scenari internazionali e sui compiti e le strategie future dell’Istituto, posta sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica, è stata aperta leggendo un messaggio di saluto del presidente emerito Ciampi. Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, che ha portato il saluto del Governo, ha detto che l’Ue deve costruirsi il futuro sulle proprie potenzialità e non solo sulle proprie paure, come quella della crisi economica o, ora, del terrorismo e dell’immigrazione, che sono state i motori delle decisioni più recenti. Il Residence Ripetta è stato teatro dei lavori.
E, in serata, il governatore della Banca d’Italia Vincenzo Visco, speaker d’onore alla cena di gala, ha affermato che “la forza dell’Europa risiede nel fatto che siamo uniti”. Ai dirigenti e agli ospiti dell’Istituto, il governatore Visco ha parlato delle prospettive dell’Unione europea, facendo particolare riferimento all’euro, all’Unione bancaria, alla governance dell’Unione economica e monetaria. La serata s’è svolta a palazzo Rondinini, sotto la regia del professor Cesare Merlini, già direttore e presidente dello IAI, di cui oggi guida il Comitato dei Garanti.
Il 14 mattina, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto in udienza al Quirinale una delegazione dell’Istituto, guidata dal vicepresidente vicario Bonvicini con i vice-presidenti Vincenzo Camporini e Fabrizio Saccomanni. Con la delegazione dello IAI, il presidente Mattarella ha condiviso attenzione e preoccupazione per gli sviluppi dell’integrazione europea e per la situazione nel Mediterraneo, anche alla luce dei cruenti attacchi terroristici che avevano insanguinato nella notte Parigi.

La conferenza internazionale s’è poi chiusa con una sintesi del direttore dell’Istituto Ettore Greco.

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.