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L’IDI (Istituto Dermopatico dell’Immacolata) sta crollando, la speculazione che ha fin ora dominato la scena di uno dei migliori centri della capitale, sta lasciando il posto alla drammatica situazione cui stanno andando incontro il personale ed i pazienti. Ne parla Gemma Carallo, candidata alle prossime elezioni regionali con la Federazione dei cristiano popolari di Mario Baccini: “La proprietà ha deciso di approntare una procedura di licenziamento collettivo, con esuberi che arrivano a circa 400 tra medici, personale sanitario ed amministrativo, avviando le procedure di messa in mobilità”. Recentemente è stato reso noto lo scandalo dei benefit, o superminimi, riservati a dirigenti quali il capo del personale, il direttore generale ed il direttore sanitario, con cifre che arrivano a toccare anche i 200.000 euro e che nel complesso costano alla proprietà 2,3 milioni di euro l’anno. Gli stessi sono anche gli autori delle lettere che metteranno in ginocchio famiglie che vivono con stipendi di 1.500, 2.000 euro al mese e che vantano un Direttore del Personale non laureato. “Qui sta il paradosso – sottolinea Gemma Carallo -. I  lavoratori che con professionalità ed onestà hanno fatto dell’IDI un centro di eccellenza, prestando la loro competenza con impegno e dedizione, si vedono ora allontanati da chi per anni ha spolpato l’osso fino a non lasciare più nulla”. Per lo stesso motivo mancano all’Istituto, ormai da molti mesi, pezzi di ricambio e la manutenzione ordinaria dei macchinari; alcuni radiologi riferiscono del non funzionamento di apparecchiature fondamentali all’attività dell’ospedale quali la TAC ed il Mammotron, strumento essenziale per la diagnosi del tumore della mammella. Non male per un centro riconosciuto fino a poco tempo fa come uno dei maggiori a livello italiano ed europeo.

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