Con l’aumento della temperatura del permagelo è stato previsto uno scioglimento dei ghiacci nelle terre artiche con 70 anni di anticipo rispetto al calendario. Così il riscaldamento dell’Artide, tre volte più rapido della media mondiale, ha spinto gli scienziati ad insistere sull’urgenza di ridurre le emissioni di CO2 il prima possibile. I ghiacci polari esercitano un ruolo delicato nell’equilibri ambientali, climatici e nel bilancio energetico terrestre, di conseguenza il loro disgelo potrebbe provocare la dispersione di sostanze fortemente inquinanti, come le microplastiche o l’anidride carbonica e il metano, concorrendo così ad acutizzare il riscaldamento globale e ostruendo i tentativi internazionali di azzerare le emissioni entro il 2050. L’Artico è caratterizzato da un ecosistema molto ricco, tuttavia, con lo scioglimento del permafrost, gli ecosistemi si potrebbero modificare in maniera radicale e le emissioni di gas serra farebbero rientrare la regione tra i paesi maggiormente inquinanti del Pianeta. Dal monitoraggio satellitare inoltre, si è rilevata una riduzione dei ghiacci del 38% dal 1979 ad oggi, e sempre secondo le rilevazioni del National Snow and Ice data center, da un’estensione minima di superficie ghiacciata di 6,895 milioni di chilometri quadrati del 1979, si è passati nel 2012 a 3,340 milioni. Anche nella Groenlandia settentrionale lo scioglimento del ghiaccio permanente si sta verificando con un ritmo sempre più accelerato, mettendo a rischio intere specie animali e vegetali. Il fenomeno è certamente legato ai cambiamenti climatici provocati dall’uomo. Gli scienziati tuttavia evidenziano che gli stravolgimenti climatici non vanno intesi esclusivamente in termini di riscaldamento globale, ma in modo più complesso di variabilità interannuale, con l’aumento delle precipitazioni durante i mesi estivi o delle nevi in autunno, fino a rischio di compromissione degli ecosistemi naturali. La comunità scientifica quindi, avverte del grave rischio di incorrere in uno completo e rapido scioglimento dell’Oceano Artico entro il 2030, e al tal fine da molti anni si studiano progetti di geo-ingegneria per rimuovere i gas serra dall’atmosfera e ricongelare l’Artide, con l’imperativo di decarbonizzare l’ economia mondiale.