di MARIANI e CLUZEAU

 

   La Federico II di Napoli è la prima Università italiana a lanciare un servizio di condivisione dei contenuti didattici sul canale iTunes, consentendo a tutti di accedere gratuitamente ai corsi.

iTunes da quasi tre anni (30 maggio 2007) con il canale iTunes U (U sta per University) offre questo servizio agli universitari. Già 254 Università di tutto il mondo hanno caricato, e continuano a farlo, i propri contenuti accademici, fruibili da chiunque con una connessione ad Internet.
La Federico II propone 358 audio-video podcast organizzati secondo i corsi delle 13 Facoltà dell’Ateneo e visibili sia su Pc che su iPhone/iPod. Per visionarli su Pc occorre scaricare ed installare l’applicazione iTunes dal sito http://www.apple.com/itunes/download e una volta aperto il programma, cliccare su iTunes Store nel menù verticale a sinistra; poi dalla barra orizzontale in alto selezionare iTunes U. Sulla destra compare la rubrica iTunes Quick Links, all’interno della quale bisogna selezionare Universities & Collages che si trova subito sotto il titolo. Nella lista delle Università partecipanti, infine, si deve cliccare su “Federico II – Università degli studi di Napoli”. All’interno di questa sezione si può scegliere il corso che interessa con un ultimo click. In basso ci sono i podcast da guardare direttamente facendo un doppio click sulla linea della lezione oppure si possono scaricare attraverso il pulsante “Ottieni filmato”. In questo modo compariranno nella propria libreria iTunes, nella voce iTunes U. Invece, cliccando su “abbonati” è possibile ricevere automaticamente nella propria libreria tutte le lezioni e gli aggiornamenti. Per conoscere altri metodi di ricerca dei corsi si può visionare il video di introduzione su http://www.apple.com/it/education/itunes-u/. Questa applicazione permette quindi di poter guardare le lezioni di iTunes U ovunque ci si trovi, addirittura in spiaggia se si possiede un iPhone. Dopo aver aperto l’applicazione iTunes, in basso bisogna cliccare su “Altro”, poi su “iTunes U”. Sulla destra, sotto “Find education providers”, si trova “Universities & colleges”. A questo punto la procedura è uguale alla precedente, cambia solo il pulsante per scaricare i podcast: qui si chiama “free”. Con la ricerca avanzata si possono trovare ed utilizzare anche i corsi in altre lingue.
L’Università di Napoli è molto attiva sotto il profilo della multimedialità. Infatti, l’applicazione di iTunes non è che l’ultima tappa di un cammino intrapreso l’anno scorso con Federica, il web learning della Federico II che offre un ricco ventaglio di possibilità tutte da scoprire: oltre ai podcast scaricabili da iTunes, le sintesi delle lezioni, i materiali di approfondimento, i testi d’esame, le risorse multimediali, audio, video e link ci sono fonti scientifiche in Rete selezionate direttamente dai docenti. Il canale, il cui direttore scientifico è il professor Mauro Calise, presenta un’interfaccia semplice ed accattivante. Al suo interno troviamo anche la Living Library, attraverso cui si accede gratuitamente ai materiali di studio di biblioteche e archivi on line: riviste, e-book, enciclopedie, collane di prestigio e banche dati. Infine, armati di pazienza, per una qualche lentezza, si può visitare virtualmente il Campus 3D della Federico II.
Open access, flessibilità e portabilità sono le tre parole chiave con cui definire iTunes U: l’accessibilità gratuita ai corsi di tutte le materie, in diverse lingue e ovunque, consente a tutti di fruire dei materiali didattici. Gli studenti ma anche i loro genitori possono “frequentare” virtualmente le lezioni, solo sfiorando il touch screen del proprio iPhone o cliccando con il mouse del Pc. Sembra un progresso molto positivo, ma non bisogna dimenticare che nulla può sostituirsi ad un insegnante cui è possibile fare delle domande dal vivo.

 

Immacolata Mariani

studentessa in Editoria multimediale, Scienze della Comunicazione, Sapienza Roma

 

Taina Cluzeau

studentessa Erasmus, Scienze della Comunicazione

Articolo precedenteCome saranno i giovani di domani?
Articolo successivoStrategie per la ripresa? Alfabetizzazione non solo informatica