Andrea Barchiesi

La reputazione online è un fattore imprescindibile per l’immagine e l’attività dell’impresa, infatti il 67% delle aziende italiane è online e il 25% ha una presenza ufficiale sui Social Media (dati Eurostat per il 2013). Basti pensare che 40 milioni di italiani usano il web e potenzialmente tutti potrebbero esprimere un’opinione su un brand, un prodotto, un servizio. “Nella nostra epoca è indispensabile essere “digitali” (oserei dire, per qualsiasi tipo di professione) e in particolare lo è per il mondo della Comunicazione. Pertanto questo Master in Reputation Management – organizzato dall’Università IULM, Ateneo dedicato alla Comunicazione per sua naturale vocazione – direi che è fondamentale per tutti coloro che vogliono scoprire nuove possibilità di lavoro e comunicare in maniera sempre più al passo con i tempi”. Ha affermato il prof. Mauro Pecchenino, Direttore Didattico del Master.
Da quale idea nasce, come si sviluppa e quali sono le potenzialità del Master? Ne parliamo con Andrea Barchiesi CEO di Reputation Manager e direttore scientifico del Master insieme a Felix Sagrillo.
Andrea BarchiesiQual è l’obiettivo del nuovo master in Reputation Manager di cui la sua azienda è partner ufficiale?
“Lo Stato italiano ha da poco riconosciuto il Reputation Manager come professione, che si è formata di fatto sul campo. Fino ad oggi però non esisteva una formazione specifica, un percorso dedicato che fissasse degli standard. Questo può favorire il proliferare di figure che si improvvisano professionisti, quando in realtà non lo sono. È invece importante certificare il possesso di competenze imprescindibili per svolgere questa nuova e delicata professione. Le aziende, e anche i privati per ragioni diverse, hanno sempre più bisogno di una consulenza specializzata nel settore. Per questo abbiamo deciso di mettere a disposizione oltre dieci anni di esperienza, ricerca e sviluppo sulla reputazione online per istituire insieme all’Università IULM il primo Master Executive in Reputation Management. L’obiettivo di questo Master è formare delle figure specializzate in modo verticale sulla reputazione online, che possano sia inserirsi all’interno dell’azienda, sia lavorare esternamente come consulenti. È una risposta ad una domanda già esistente sul mercato”.
Cosa significa per lei identità digitale e quanto è importante tutelarla oggi?
“L’identità digitale è l’immagine di un brand, un’azienda, un personaggio pubblico, un professionista restituita dai contenuti online associati al suo nome. Parliamo di testi, immagini, video, profili social. Tutti possono accedere all’identità digitale di chiunque: basta digitare un nome su Google. Per questo l’identità digitale rappresenta il primo biglietto da visita di aziende e privati. Se su questo biglietto sono evidenti delle macchie, questo comprometterà le nostre relazioni, professionali e personali. Per questo è di fondamentale importanza tutelare la propria reputazione, per farlo però è necessario avere gli strumenti giusti per monitorarla, individuare eventuali problemi e pianificare delle soluzioni. Come Reputation Manager (www.reputazioneonline.it) ci occupiamo di questo dal 2004, offrendo consulenza ad aziende e privati”.
A quali rischi incorrono privati e aziende oggi sul web?
“Precisiamo che i social non sono pericolosi di per sé, dipende sempre dall’uso che se ne fa. È importante seguire delle regole base, per non incorrere in spiacevoli sorprese. Negli ultimi anni si stanno susseguendo numerosi casi di persone che hanno perso il lavoro per una frase sbagliata su Facebook o Twitter, per aver parlato male dell’azienda o per aver pubblicato contenuti che mettevano a rischio la sua immagine o ancora per aver condiviso materiale riservato. Sempre più spesso ad incorrere in errori che poi si rivelano fatali è chi ricopre un ruolo di responsabilità nell’azienda o chi ne è addirittura a capo. Questo perché ancora si sottovaluta troppo l’impatto del web. Le aziende sono sempre più “sorvegliate” dai consumatori, così come da associazioni, attivisti e opinion leader nei vari settori pronti a denunciare ogni passo falso, da una cattiva esperienza ad una comunicazione sbagliata fino ad uno scandalo manageriale, e sono in grado di diffonderlo e amplificando sul web. Anche quando si cerca lavoro, è importante controllare i social. Sta diventando una consuetudine per i recruiter quella di verificare l’identità digitale del candidato prima del colloquio di lavoro, e basare anche su questo la sua decisione finale. Molti escludono i candidati a causa di quanto hanno trovato online sul loro conto. Un ulteriore aspetto molto importante è la privacy: bisogna essere estremamente attenti alla condivisione dei dati sensibili sui social network, che potrebbero essere facilmente utilizzati per scopi illeciti. Per questo un’altra buona abitudine è quella di controllare periodicamente i contenuti associati al proprio nome sulle prime pagine dei motori di ricerca, ovvero quelli che colpiscono immediatamente l’attenzione di chi cerca informazioni. Reputation Manager ha sviluppato un’applicazione che si chiama “My Reputation” www.my-reputation.it dove tutti possono registrarsi gratuitamente e misurare in pochi passaggi la propria reputazione online, valutando testi, immagini, video, parole chiave associate al proprio nome sul motore di ricerca e scoprendo quando si è influenti sui social network. Ogni qual volta si accede al profilo si scopre se e cosa è cambiato”.
Quali format di monitoraggio reputazionale online e offline ha brevettato la Reputation Manager, società leader nel settore in Italia ormai da 10 anni?
“Reputation Manager offre servizi di analisi, monitoraggio e tutela della reputazione online ad aziende e privati. Tutti i servizi offerti si basano su una tecnologia proprietaria di ricerca e analisi dei contenuti online e su un lavoro consulenziale sviluppato in dieci anni di attività e declinato su tantissime tipologie di esigenze, siamo stati infatti i primi a definire il concetto di “ingegneria reputazionale”, proprio a significare la complessità di questo lavoro: l’analisi è sempre propedeutica ad una strategia in un’ottica di intervento, di miglioramento della reputazione online. I servizi rivolti alle aziende includono: brand reputation analysis, social media monitoring, identificazione dei social influencer, online customer care, brand protection. Per quanto riguarda i privati distinguiamo due divelli di servizio di “ingegneria reputazionale”: uno più mass market rivolto a chiunque abbia un problema di reputazione, diffamazione o privacy sul web e un altro di più alto livello rivolto agli executive, dove prevediamo anche un complesso sistema di costruzione dell’identità digitale professionale”.

Sara Aquilani
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