Pensatore sregolato e rivoluzionario, matematico geniale in grado di violare durante la Seconda guerra mondiale il famigerato codice Enigma, utilizzato dalla Germania nazista; soprattutto profeta dell’intelligenza artificiale, da lui teorizzata già negli anni Trenta quando non era stato ancora creato il primo computer. Ma anche uomo insicuro, solitario e tormentato, etichettato come soggetto pericoloso per la sicurezza dello Stato proprio a causa del suo contributo durante la guerra, poi arrestato e processato con l’accusa di aver commesso atti osceni con un altro uomo.
Fino al tragico epilogo del suicidio, per alcuni avvenuto in circostanze misteriose e poco chiare, a soli 41 anni. Difficile, insomma, non restare affascinati dalla figura di Alan Turing. Difficile, a maggior ragione, se a raccontarne la storia straordinaria è David Leavitt, indiscusso maestro della letteratura americana.

Autore

David Leavitt, nato Pittsburgh il 23 giugno 1961, é uno scrittore statunitense.
Figlio di un professore presso la Facoltà di Business della Stanford University di Palo Alto, Leavitt ha trascorso la sua infanzia serenamente con la famiglia e si è trasferito all’Est nel periodo degli studi universitari per iscriversi all’Università di Yale dove ha studiato Composizione Creativa e dove si è laureato nel 1983. Dopo la laurea si è trasferito a New York dove ha vissuto nei primi tempi con alcuni compagni di università e in seguito con lo scrittore Gary Glickman con il quale vive tutt’ora. Da New York si è in seguito trasferito con il suo compagno a East Hampton, luogo preferito di tanti scrittori di fama, e a New York si reca qualche volta per motivi di lavoro avendo mantenuto il piccolo appartamento di Glickman.
Leavitt ha vissuto a lungo in Italia, che è uno dei Paesi in cui la sua opera letteraria ha ottenuto il maggior successo, ed ha inserito ambienti e personaggi italiani (soprattutto toscani) nelle sue narrazioni, e in due libri sull’Italia a sulla Maremma in particolare.