Giovanna Maggioni UPA nel numero di Media Duemila dedicato alla Cultural Intelligence spiega l’innovazione all’interno di un sistema determinante per i media, in quanto l’associazione rappresenta le aziende che investono in pubblicità, e focalizza il suo intervento sugli input che l’Osservatorio TuttiMedia ha fornito nel suo contesto durante i venti anni di vita dedicati alla “Grande Mutazione”: la rivoluzione ancora in corso da affrontare e non subire.
“L’Osservatorio TuttiMedia da sempre è fucina di anticipazioni, ambiente stimolante dedicato all’analisi ed agli impatti dell’innovazione sulla società, un percorso non sempre facile per la velocità dei cambiamenti. L’associazione ha permesso all’UPA di valutare e poi introdurre nuovi servizi che hanno affiancato quelli tradizionali, perché non si devono trascurare modelli tradizionali che continuano ad essere fondamentalmente utili o meglio ancora pertinenti in un cotesto di E-pertinenza, per usare parole del nostro direttore scientifico de Kerckhove.
La digitalizzazione permette di fornire ai soci UPA in tempo reale informazioni indispensabili nelle pratiche di lavoro quotidiane. Il web consente di monitorare, in tempo reale, le campagne pubblicitarie e informare nello stesso modo e cioè tempestivamente gli associati.
La comunicazione è cambiata nel suo complesso processo di trasferimento dell’informazione. Sono diventati fondamentali gli incontri, pressoché settimanali, dedicati ai nuovi modi di intendere la creatività così come agli approfondimenti sulle possibilità offerte inedite del nuovo mondo dei media. L’innovazione non si può condurre solo al web, è necessario sperimentare i linguaggi ad esso collegati. Ogni media ha caratteristiche diverse ecco perché va studiato il linguaggio più idoneo per ciascuno.
L’Osservatorio TuttiMedia stimola, propone soluzioni diverse anche per l’editoria tradizionale, come la carta stampata. Noi soci abbiamo anticipato scenari interessanti su sinergie possibili fra vecchi media e nuovo pubblico.
Abbiamo sperimento quella che oggi definiamo la Cultural Intelligence, e cioè il modo di unire esperienze reali e virtuali. Dobbiamo considerare il cyberspazio quale elemento integrato nel vivere quotidiano. Come Media Duemila, la rivista sostenuta dalla nostra associazione, ben spiega il nostro compito è quello di aiutare le aziende nella comprensione di un presente che ha cambiato strutturalmente i percorsi creativi ed i messaggi. Il mondo virtuale trasmette emozioni forti, coinvolge. Il sistema limbico è appunto l’emozione che viralmente cattura le persone e le appassiona alla storia, alla pubblicità, al messaggio.
In questi venti anni di evoluzione a ritmi esponenziali con l’Osservatorio TuttiMedia abbiamo imparato l’importanza della reattività immediata, un comportamento necessario per affrontare le prossime sfide, perché nei prossimi anni ne dovremmo affrontare di sempre più affascinanti e sorprendenti. Sono certa quindi che la sinergia tra associazione e singoli soci consentirà, come è successo fino ad ora, una contaminazione continua di intelligenze, indispensabile per promuovere visioni sul futuro.
L’azione che propongo per i prossimi anni è, sostenere e promuovere sempre più cultura. TuttiMedia può mettere in campo le forze giuste indirizzate ad attività che correttamente diffuse possono cambiare il destino della nostra Italia, terra di bellezza in tutti i sensi.
Nel 2010 per ricordare McLuhan scegliemmo la sua metafora: “Il futuro del futuro è il presente”. Ecco perché il mio è un invito all’azione.
Buon lavoro Osservatorio TuttiMedia!”

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