Nel nuovo ecosistema digitale la questione della visibilità dei contenuti non è solo tecnologica ma profondamente democratica. È da questa consapevolezza che parte la riflessione di Antonio Marano, presidente della CRTV, intervenuto all’evento “Prominence, pluralismo e nuove regole dell’ecosistema digitale”. Marano ha sottolineato come televisione, radio ed editoria rappresentino un presidio essenziale per il diritto dei cittadini a un’informazione affidabile e verificata. In un contesto dominato dalle piattaforme globali, ha evidenziato la necessità di riequilibrare il sistema, garantendo ai servizi di interesse generale una adeguata visibilità e tutelando così il pluralismo informativo e la sovranità culturale del Paese.

Il valore democratico del sistema radiotelevisivo

“La democrazia è il potere di un popolo informato”, affermava il filosofo Alexis de Tocqueville. Questa idea sottolinea un principio fondamentale: senza informazione non può esistere una democrazia pienamente funzionante. Tuttavia, perché l’informazione svolga davvero questo ruolo, non basta che circolino notizie; è necessario che esse siano verificate, contestualizzate e certificate da un editore responsabile.

In questa prospettiva si inserisce la riflessione di Marano, secondo cui televisione, radio ed editoria non sono semplicemente attività economiche, ma veri e propri servizi di interesse generale. Questi mezzi garantiscono infatti il diritto all’informazione sancito dall’articolo 21 della Costituzione, promuovono il pluralismo e contribuiscono alla coesione sociale. Per questo rappresentano un asset strategico per il Paese e una garanzia di sovranità culturale.

L’asimmetria con le piattaforme globali

Marano osserva che le piattaforme digitali (OTT) hanno aumentato fortemente i ricavi pubblicitari in Italia, passati da 2 a 7 miliardi di euro e che gli editori tradizionali sostengono, invece, costi e responsabilità editoriali mentre i ricavi diminuiscono. Secondo Marano questo crea una forte asimmetria: le piattaforme monetizzano contenuti altrui, operano con algoritmi poco trasparenti e sfruttano vuoti normativi, con effetti negativi sul pluralismo.

Il ruolo della “prominence” e del digitale terrestre

Marano considera centrale la prominence, cioè la visibilità garantita ai servizi di interesse generale, anche attraverso strumenti come l’“icona blu” che facilita l’accesso ai canali del digitale terrestre.

La difesa della radio e dell’ascolto in auto

Marano ricorda che ogni giorno 27 milioni di italiani ascoltano la radio in auto. Marano avverte però che l’industria automobilistica potrebbe privilegiare l’accesso via internet. Per questo, secondo Marano, è importante la campagna #RadioInAuto per garantire la presenza della radio nei veicoli.

Sovranità informativa e ruolo delle istituzioni

Marano invita le istituzioni a considerare l’informazione un’infrastruttura strategica. Marano avverte che il controllo della distribuzione dei contenuti da parte dei giganti del web può ridurre il pluralismo e favorire la disinformazione. Per riequilibrare il sistema,  propone di destinare il 5% del fatturato generato in Italia dalle piattaforme al sostegno della cultura e dell’informazione.

Conclusione: la prominence come garanzia democratica

La prominence, dunque, non è solo una questione tecnica ma una tutela per i cittadini, perché facilita l’accesso a informazioni affidabili.  (Leggi il discorso integrale a questo link)

Il presidente dell’AGCOM Giacomo Lasorella che ha aperto l’incontro organizzato da CRTV ha sottolineato che nel panorama dei media contemporanei, l’accesso ai contenuti dipende sempre più dalle interfacce digitali e dalle scelte di design delle piattaforme e che  alla luce del quadro normativo europeo e delle nuove regole adottate in Italia, la prominence diventa uno strumento fondamentale per garantire pluralismo  e qualità dell’informazione.

Il quadro europeo

Lasorella ha ricordato che la direttiva europea sui servizi di media audiovisivi del 2018 ha introdotto il principio della prominenza dei contenuti di interesse generale, affidandone l’attuazione ai regolatori nazionali. Diversi Paesi europei, tra cui Germania e Regno Unito, hanno già adottato regole in questa direzione.

La regolazione italiana

”AGCOM – ha ribadito il presidente – ha individuato come servizi di interesse generale quelli del servizio pubblico, i servizi audiovisivi nazionali gratuiti, i contenuti informativi delle testate giornalistiche registrate e i servizi audiovisivi locali. La disciplina riguarda i principali dispositivi connessi, come smart TV e set-top box, e prevede che questi contenuti siano collocati in posizioni facilmente visibili nelle interfacce”.

Prominence e pluralismo

Ha concluso  ricordando che garantire visibilità ai media di interesse generale significa rafforzare il diritto dei cittadini ad accedere a un’offerta informativa e culturale pluralistica. La prominence non è solo una questione tecnica, ma uno strumento per tutelare il pluralismo dell’informazione e la qualità del dibattito democratico.

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