“Questa è un’occasione imperdibile per imprimere una svolta epocale al nostro Paese”, ha dichiarato Roberto Napoletano, direttore del Quotidiano del Sud e autore del libro “Mario Draghi. Il ritorno del cavaliere bianco” che ieri, 30 giugno, è stato presentato a Roma nella splendida cornice di una Villa Borghese estiva. Sul palco insieme a Napoletano molti protagonisti della politica italiana contemporanea tra cui Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione, Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, Carla Ruocco, Presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, Adolfo Urso, presidente del COPASIR e, a moderare la discussione, il giornalista Pietrangelo Buttafuoco.

Napoletano ha insistito sul fatto che il governo di Mario Draghi, potrebbe riuscire nell’impresa storica, così l’ha definita, di appianare gli scontri tra partiti e far convergere la politica e la società civile italiana verso una rinascita virtuosa. “Persino il sistema dell’informazione” ha aggiunto, “da troppo tempo malato di autoreferenzialità e troppo scollato dal compito di indirizzare il dibattito pubblico verso una direzione che aiuti la nostra società civile a prendere coscienza dei propri errori e dei propri pregi, potrebbe giovare di questa particolare congiuntura politica”.

E proprio di “momento Draghi” aveva parlato poco prima Renato Brunetta, ricordando quel “momento Hamilton” che gli storici e gli economisti usano per trattare di Alexander Hamilton, il primo segretario del Tesoro degli Stati Uniti che subito dopo la Guerra di Indipendenza dall’Inghilterra scelse di farsi carico delle finanze disastrate degli stati americani (che fino a quel momento si amministravano indipendentemente) trasformando i debiti privati in un unico debito pubblico e creando i presupposti per l’unione economica che ancora oggi sorregge la federazione degli USA. “In Europa” sostiene Brunetta, “un cambiamento simile, per portata e conseguenze, c’è stato quando Angela Merkel ha deciso di abbandonare la linea del rigore verso i Paesi in difficoltà e di sbloccare aiuti ingenti tramite gli Eurobond e altre misure ad hoc, quel passaggio potremmo definirlo ‘momento Merkel’. Ora” ha concluso il ministro per la Pubblica Amministrazione, “sarebbe fondamentale assistere a un ‘momento Draghi’, ovvero a una presa di posizione forte che attui misure economiche e sociali coraggiose, diventando un faro per gli altri stati”.

Una possibilità tutt’altro che remota, gli fa eco Buttafuoco, che sottolinea come con tre semplici parole “whatever it takes” (costi quel che costi, ndr) l’allora presidente della Banca Centrale Europea aveva salvato l’Italia e la Spagna dalla bancarotta e, di conseguenza, l’euro dal suo declino.

Per questo sia Ruocco sia Urso, politici più esperti ora al governo una e all’opposizione l’altro, sia tecnici chiamati per la prima volta a ricoprire incarichi politici, come Bianchi, hanno sottolineato come questo potenziale “momento Draghi” possa portare importanti benefici a tutti e cambiare “seriamente, per una volta”, secondo le parole di Napoletano, il corso del nostro Paese in modo da far sbocciare una stagione di ottimismo e grandi investimenti come dopo il secondo conflitto mondiale. Non a caso Napoletano ha chiuso citando De Gasperi, come a sottolineare che il recupero di quello spirito caratterizzante degli anni del “boom economico” potrebbe portare l’Italia di oggi a un ruolo di leader in Europa.