Non sono sondaggi di istituti di ricerca, né opinioni di leader economici, sono solo la versione moderna dei giochi d’azzardo. Scommetti su chi vincerà il SuperBowl? E gli Oscar del Cinema? Quando arriverà il tornado? Puntate una cifra e se indovinerete porterete a casa dei soldi. Soldi o cryptovalute, dipende. Comunque in anonimato e quindi esentasse.
Di più: Maduro sarà destituito? gli Usa attaccheranno l’Iran? Salirà l’indice di borsa a New York? Meloni darà le dimissioni? Le domande sono tendenziose e il peso delle puntate addirittura può influenzare le opinioni. La quota riflette le probabilità generali del mercato, meglio dei media tradizionali? I risultati e le vincite sono a rischio, forse non basta un missile per certificare un attacco, comunque non ci sono regolamenti precisi, le stime potrebbero essere pilotate. La manipolazione può essere strumentale: pochi forti scommettitori influenzano le altre giocate; in guerra, se le intelligence percepiscono un aumento delle previsioni di attacco, le strategie possono cambiare.
Di più: basta qualche confidenza preventiva su un prossimo evento per guadagnare. Si chiama insider trading. Le società che gestiscono questi prediction markets hanno le mani lunghe, ‘buoni’ compagni e manovratori. Ai confini con la legalità diffondono notizie incoraggianti, vere o fuorvianti, per stimolare la raccolta di denaro.
Ecco il caso di una delle principali società del settore, Polymarket: ha più di 300 titoli di previsione, il giro d’affari in dicembre 2025 è stato valutato in 12 miliardi di dollari, ha una buona tecnologia di gestione dati, consulenti emergenti (c’è anche D. John Trump, figlio di Donald), Elon Musk la considera sua partner su X, in Usa ha avuto parte significativa nell’elezione del Presidente. Polymarket è già stata attenzionata, criticamente, dalla stampa main-stream e dalle Authorities, ma pare che i contenziosi col Commodity Futures Trading Commission siano stati risolti. Adesso opera prevalentemente nel limbo del digitale globale, senza patria e senza confini.
In Francia, Belgio, Svizzera, Polonia, Portogallo, Singapore e Australia questo tipo di società sono state diffidate e bloccate, ma l’uso disinvolto di VPN per l’anonimato attira i ludopatici, affascinati dal poter scommettere su qualsiasi cosa, e ovviamente i furbacchioni di comodo. Peraltro qualcuno ritiene che la capacità di utilizzare in tempo reale la sensibilità dei giocatori e miliardi di informazioni sia considerata positivamente come raccolta di aspettative del pubblico, ponendosi come fonte di opinione e giudizi collettivi per pianificare attività economiche e perfino piani di guerra.
Che pensano i nostri editori classici? Non è solo uno scandalo di scommesse, ma una devianza dell’informazione al pubblico, una speculazione che riguarda persone, guerre e coinvolge vittime. Queste scommesse globali cambiano forse il modo di pensare alla verità?
Web senza regole, così va il mondo dell’informazione?
Paolo Lutteri
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Paolo Lutteri
Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it