Giornalismo e cultura fanno un binomio spesso faticoso; o almeno lo facevano. Un po’ per l’inadeguatezza di molti giornalisti della mia formazione e generazione a occuparsi di cultura; e un po’ per l’indisponibilità degli uomini di cultura ad adattarsi alle semplificazioni dei giornalisti. Il Festival del giornalismo culturale, che, giunto alla V edizione, si terrà dal 12 al 15 ottobre a Urbino, Pesaro e Fano, dà un contributo concreto al superamento degli ostacoli e all’eliminazione delle frizioni.
Per questo, cediamo oggi questo spazio ai direttori del Festival, la prof.ssa Lella Mazzoli e il giornalista Giorgio Zanchini, che, nella cornice della Sala Gianfranco Imperatori dell’Associazione Civita, lo hanno recentemente presentato, con Francesco Palumbo (direttore generale Turismo MiBACT), Nicola Maccanico (vice-presidente Associazione Civita), Daniele Vimini (vice-sindaco e assessore alla Bellezza e alla Vivacità Comune di Pesaro) e Stefano Marchegiani (vice-sindaco e assessore alla Cultura Comune di Fano). Ecco alcuni contenuti dei loro interventi.
Maccanico è partito dall’analisi del titolo dell’edizione 2017, “Patrimonio culturale. Una Storia, 1000 modi per raccontarla”, per riflettere sulla valorizzazione del patrimonio culturale italiano e su ruolo ed evoluzione del giornalismo culturale. Il rapporto coi luoghi, e quindi col territorio, è da sempre uno dei punti cardine del Festival, che quest’anno si arricchisce di ulteriori spunti ospitando professionisti della comunicazione.
Zanchini ha sottolineato come si sia fatto tesoro delle esperienze delle edizioni passate perché la V edizione non sia solamente una fotografia di come si fa informazione sulla cultura in Italia, ma anche un’occasione per «raccontare ciò che di nuovo si muove nel campo dell’informazione culturale. Quindi non soltanto come i media tradizionali parlano di cultura, ma anche e soprattutto ciò che accade nella rete, perché è lì che negli ultimi anni sono avvenute alcune delle esperienze più interessanti».
Che la rete stia guadagnando sempre più terreno nel campo dell’informazione culturale viene confermato dalla prof.ssa Mazzoli che ha anticipato alcuni dati della ricerca dell’Osservatorio News-Italia (LaRiCA, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo) che verranno discussi durante la giornata di apertura del Festival, il 12 ottobre a Urbino.
La ricerca, condotta su un migliaio di italiani, evidenzia come «la televisione non perde, ma la rete aumenta in modo vertiginoso”: quindi, “mainstream e social network stanno raggiungendo lo stesso livello». Parallelamente al monitoraggio della fruizione dell’informazione attraverso i vari media, i ricercatori dell’Università di Urbino Carlo Bo hanno raccolto dieci ‘case history’ tra i musei italiani, intervistando figure chiave nell’ambito della comunicazione. Da queste testimonianze «emerge chiaramente che l’attività social è fondamentale per coinvolgere non solo la popolazione che normalmente va ai musei, ma per coinvolgere la popolazione più giovane».
Saranno proprio i più giovani i protagonisti di tante attività del Festival fatte in collaborazione con la Rete delle Scuole della Provincia di Pesaro e Urbino: dall’evento per i bimbi sul racconto del patrimonio culturale a Ri-conoscere l’arte, durante il quale i ragazzi della scuola secondaria trasporranno le logiche dei giochi online nello spazio della Biblioteca San Giovanni di Pesaro. Ci sono pure i Concorsi del Festival per studenti delle scuole medie delle Marche, giornalisti under 35 anni e praticanti delle Scuole di giornalismo in Italia.
Alcuni dei 1000 modi per raccontare il patrimonio culturale si tradurranno nelle Mostre del Festival a cura di Agenzia ANSA e della redazione di Origami-La Stampa (Pesaro e Fano, dal 13 al 29 ottobre) e nei disegni di Gianluca Costantini, nel reading e concerto organizzato da Wu Ming Foundation.
La prof.ssa Mazzoli ha poi concluso dicendo che «noi dovremmo utilizzare tutti i linguaggi che conosciamo e forse inventarcene qualcuno, per toccare un pubblico sempre più ampio». Confermata la collaborazione del Festival con il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, rappresentato dal v-dg Palumbo, che ha sottolineato lo stretto legame tra cultura e turismo e ha evidenziato la necessità di comunicare in Italia e all’estero la frammentata offerta di iniziative culturali locali in modo univoco e coordinato.

Festival del giornalismo culturale

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.