Questa settimana segnaliamo il libro: “Mind change. Cambiamento mentale. Come le tecnologie digitali stanno lasciando un’impronta sui nostri cervelli” di Susan Greenfield (tradotto da Elisa Carlino) (Giovanni Fioriti Editori).

In un mondo dove gli adulti passano anche dieci ore al giorno online e i tablet sono i comuni mezzi con i quali i bambini imparano, giocano e crescono, Cambiamento Mentale rivela – come mai prima d’ora – gli aspetti fisiologici, sociali e culturali della vita nell’epoca digitale. Viviamo in un mondo inimmaginabile soltanto pochi decenni fa: un regno di schermi retroilluminati, di informazioni istantanee e di esperienze virtuali eccitanti che possono competere con la realtà. Queste nuove tecnologie offrono incredibili opportunità di lavoro, gioco e relazioni sociali. Ma a quale prezzo?

E ancora: se il cervello umano si adatta plasticamente all’ambiente e l’ambiente sta cambiando in un modo che non ha precedenti, quali sono le conseguenze sul cervello? E sulla nostra identità? E sui rapporti umani?

La neuroscienziata Susan Greenfield – famosa nel Regno Unito per le sue sfide al pensiero convenzionale – mette insieme studi scientifici, ricerche, informazioni e critica culturale per creare un’istantanea dell’“adesso globale”. Discutendo l’assunto che le attuali tecnologie sono strumenti innocui, Greenfield esplora se la continua esposizione ai social media, ai motori di ricerca, ai videogame, a Internet ha la capacità di ricablare i nostri cervelli, e se le menti delle persone nate prima e dopo l’avvento di Internet differiscono.
Enfatizzando l’impatto sui Nativi Digitali – coloro che non hanno mai conosciuto un mondo senza Internet – l’Autrice spiega come il nostro cervello possa essere colpito oggi da un bombardamento senza precedenti di stimoli audiovisivi, come il gioco possa modellare nel cervello un ambiente chimico simile a quello dei gambler, come surfare su Internet rischi di assegnare un vantaggio all’informazione rispetto alla conoscenza e alla comprensione profonda e, soprattutto, come l’uso eccessivo della rete condizioni il nostro ‘ambiente interno’, limitando, condizionando, se non inibendo la maturazione e lo sviluppo dell’empatia e dell’identità individuale e sociale.

Un libro provocatorio e allarmante. Una riflessione scientificamente argomentata di una scomoda posizione minoritaria. Una chiamata collettiva all’azione per tutti, non solo per gli esperti di neuroscienze.

Susan Greenfield è una neuroscienziata, divulgatrice scientifica e autrice di best seller. È ricercatrice al Lincoln College dell’Università di Oxford. Ha ricevuto 31 lauree honoris causa da università britanniche e straniere; è honorary fellow del Royal College of Physicians e membro della Camera dei Lord.

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