L’intelligenza collettiva si sviluppa solo con la pratica. I cosiddetti brainstorming e lavori di équipe sviluppano sinergie e potenzialità inespresse dai singoli, ma è solo con un’organizzazione allenata che si possono ottenere risultati importanti. Un esempio ci arriva dallo sport. Tra pochi giorni avremo in tv le squadre di calcio per il Campionato Europeo (11 giugno-11 luglio): 24 squadre in 6 gironi, poi fase finale. Delle performances in campo suggerisco di osservare l’intelligenza collettiva del gioco, distribuito secondo posizioni, schemi tattici e talenti individuali, ma eseguito con quell’affiatamento tra atleti che è il segreto del successo. Se tutti contribuiscono a uno scopo comune, il successo è più facile. Se lo spirito di squadra e l’intelligenza collettiva animassero anche tutte le formazioni di amministrazione sociale, economica e politica, con pluralità di idee ma intenzioni convergenti, quello sviluppo equilibrato e sostenibile che auspichiamo per il nostro pianeta sarebbe più a portata di mano.
208 – MIRAITOWA/NOSTALGIA DI FUTURO
Anche i Giochi Olimpici hanno ‘nostalgia di futuro’. Miraitowa è il nome di una delle due mascotte delle Olimpiadi di Tokyo, è composto dalle parole ‘mirai’ (futuro) e ‘towa’ (eternità), ovvero “dal passato al futuro”. I Giochi, non disputati nel 2020, si terranno dal 23 luglio all’8 agosto 2021. Sono previste 50 diverse discipline sportive, distribuite su 339 eventi in 42 location differenti. Partecipano 210 Paesi e 11.000 atleti di cui oltre 300 italiani. In Italia Rai Due trasmetterà in chiaro circa 200 ore di gare selezionate, dall’1 di notte alle 16, poi una rubrica di commenti in prima serata. Eurosport/Discovery trasmetterà circa 3500 ore di agonismo su vari canali a pagamento, coprendo praticamente tutte le discipline. La Rai ha previsto la trasferta in Giappone di oltre 200 persone (giornalisti, opinionisti, operatori, personale vario). Nonostante le restrizioni per i contagi, sarà come di consueto il grande spettacolo globale per tutti gli abitanti della Terra. Da seguire.
209 – IDENTITA’ DIGITALE EUROPEA
Premendo un tasto sul telefono i cittadini europei potranno accedere a servizi online con la loro identificazione digitale nazionale, che sarà riconosciuta in tutta Europa. Potranno collegare le loro identità digitali nazionali con le certificazioni personali (ad esempio patente di guida, diplomi, conto bancario) allo scopo di accedere a servizi digitali sia pubblici che privati. I portafogli europei di identità digitale consentiranno alle persone di scegliere quali aspetti, relativi all’identità, ai dati e ai certificati, condividere con terzi e di tenere traccia di tale condivisione. Il controllo degli utenti garantisce che siano condivise solo le informazioni necessarie. Il 3 giugno scorso Margrethe Vestager, Commissaria alla Concorrenza dell’Unione Europea, ha invitato gli Stati membri a predisporre un pacchetto di strumenti comuni entro settembre 2022, proponendo una serie di obiettivi e tappe che l’identità digitale europea contribuirà a conseguire. Ad esempio, entro il 2030 tutti i servizi pubblici principali dovrebbero essere disponibili online, tutti i cittadini avranno accesso alla propria cartella clinica elettronica e l’80% dei cittadini dovrebbe utilizzare l’identificazione digitale (eID).
210 – LINGUA UNIVERSALE
Umani e macchine si contendono l’uso delle lingue. Luca De Biase ha avviato una interessante discussione su Media Ecology a proposito di una lingua universale. L’inglese sembra il linguaggio più promettente (è parlato da circa 360 milioni di individui come lingua madre e da molte centinaia di milioni di persone come seconda o terza lingua). In realtà si osserva che “l’inglese non arricchisce la qualità linguistica delle conversazioni internazionali, le rende semplicemente possibili. Ma è probabile che lo stesso livello di possibilità venga raggiunto tra qualche tempo da dispositivi collegati a sistemi di traduzione automatica. Sia nell’inglese globale che nella traduzione automatica, le parole possono essere usate per scambiare informazioni, mentre per condividere il significato bisogna ancora fare i conti con la complessità della comprensione culturale”. Da ricordare che la lingua cinese con i suoi caratteristici ideogrammi ha più di un miliardo di utenti abituali, lo spagnolo oltre 400 milioni, hindi 300 milioni e arabo poco meno, ma con molti dialetti diversificati.
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Paolo Lutteri, di Milano, si occupa di comunicazione e marketing dal 1976. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Milano e Diplomato all’Istituto Universitario di Lingue di Pechino. Giornalista pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti e all’Unione Giornalisti Italiani Scientifici. Ha lavorato con il quotidiano Il Giorno, con le società Spe, Sport Comunicazione e Alfa Romeo; con il Gruppo Rai dal 1989 si è occupato di marketing, sport, nuovi media e relazioni internazionali. Ha tenuto corsi presso le Università degli Studi di Milano e Bicocca, le Università di Roma Sapienza e Tor Vergata. Attualmente studia e scrive articoli sull’innovazione culturale e tecnologica, fa parte del Comitato di Direzione della rivista Media Duemila, è socio onorario dell’Osservatorio TuttiMedia, membro d’onore dell’EGTA-Associazione Europea Concessionarie tv e radio, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Eurovisioni, socio e direttore del Centro Documentazione e Formazione della Fondazione Salvetti. e-mail: paolo.lutteri@libero.it