Una rivoluzione della protezione
Lino Morgante, presidente della Società Editrice Sud, intervenendo all’evento “Libertà d’informazione e democrazia nell’era digitale. Nuove generazioni, nuovi canali, nuove mediazioni e nuovi rischi”, organizzato dall’Università degli Studi di Messina e dalla Società Editrice Sud per celebrare la Libertà d’Informazione 2026, ha sottolineato la necessità di una “rivoluzione della protezione”. Tra i relatori Derrick de Kerckhove e Maria Pia Rossignaud (TuttiMedia e Media Duemila).
Secondo Morgante, l’Italia non è ancora riuscita a costruire un sistema capace di proteggere davvero il pluralismo e la qualità dell’informazione. Il passaggio al digitale, ha spiegato, ha trasformato radicalmente il modo di produrre e distribuire contenuti, ma questa evoluzione è avvenuta spesso senza regole adeguate.
Dalla rete aperta ai rischi del caos
Morgante ha ricordato come inizialmente Internet fosse stata immaginata come un grande spazio aperto di libertà e partecipazione. Nel tempo, però, l’assenza di regole e di mediazioni solide ha finito per generare nuove fragilità.
Il problema, ha osservato, riguarda la qualità dell’informazione e la capacità dei cittadini di orientarsi in un ecosistema globale dove tutti cercano visibilità e consenso.
L’intelligenza artificiale e il nodo democratico
Al centro dell’intervento anche il tema dell’intelligenza artificiale, definita da Morgante una delle grandi rivoluzioni contemporanee.
Il presidente della Società Editrice Sud ha evidenziato il rischio che strumenti e piattaforme sempre più potenti possano concentrare il controllo dell’informazione nelle mani di pochi grandi soggetti internazionali, con conseguenze dirette sulla democrazia.
Morgante ha parlato della necessità di affrontare questa trasformazione con responsabilità, costruendo regole condivise e nuovi equilibri capaci di garantire trasparenza, pluralismo e tutela dei cittadini.
La sfida delle regole
Secondo Morgante, il cambiamento tecnologico si è sviluppato nell’arco di oltre dieci anni e oggi produce effetti sempre più profondi proprio attraverso l’intelligenza artificiale.
La vera sfida, ha spiegato, sarà capire come governare questi strumenti senza lasciare che siano soltanto le grandi piattaforme a dettare le condizioni. Per questo servono regole chiare e un ambiente capace di tutelare i diritti democratici.
“La democrazia è realtà”
In chiusura, Morgante ha ribadito che la democrazia non può essere considerata qualcosa di virtuale o astratto.
“La democrazia è realtà”, ha affermato, auspicando che le nuove tecnologie possano essere ricondotte a una dimensione realmente al servizio delle persone e della partecipazione civile.
