Gran parte della bibliografia su Napoleone racconta le sue azioni militari e politiche. Nel libro “Napoleone giornalista. Lungimirante ma interessato” di Rocco Tancredi emerge, invece, un aspetto sconosciuto al grande pubblico: un Napoleone giornalista.
Napoleone Bonaparte era un “giornalista a modo suo”: fu il primo uomo di governo a capire l’utilità dei mezzi di comunicazione oggi diremmo di massa, anche se li usò come megafoni per la propaganda: fondava giornali che davano risalto al successo delle sue battaglie militari e politiche; e conduceva una vera e propria azione di censura contro la stampa più autonoma e indipendente.
Secondo il giornalista Giovanni Valentini, autore della prefazione del libro, l’appellativo di giornalista riferito a Napoleone, costituisce un ossimoro: Napoleone era un giornalista che guardava lontano, ma allo stesso tempo era determinato a difendere i propri interessi e a usare l’informazione a proprio vantaggio. Nello stesso tempo, Bonaparte non era un giornalista, o almeno non nel senso di essere un interprete dell’opinione pubblica impegnato a fornire un servizio ai cittadini.
L’idea di informazione che Napoleone non è quella di un diritto dei cittadini cui va offerto un servizio quanto più possibile corretto e imparziale. Per l’imperatore, il controllo della stampa sembra quasi un dovere da compiere che coincide con disinformazione, imbonimento, suggestione, mistificazione della realtà, tutti elementi tesi a supportare la forza della sua azione politica.
Attraverso questa provocazione intellettuale, secondo Valentini, l’autore fornisce una ricostruzione storica suggestiva che offre a tutti coloro che si occupano di comunicazione un interessante spunto storico di riflessione. Il testo, infatti, riporta ai tempi della Rivoluzione francese che dà inizio a una nuova fase storica per la stampa: è a partire da quest’epoca che essa si impone come “quarto potere” accanto a quello legislativo, esecutivo e giudiziario.
Il racconto di come storicamente il potere abbia voluto controllare gli strumenti di comunicazione rende il contributo di Tancredi di grande attualità: emerge un passato di oltre 200 anni fa che ancora oggi qualcuno nel campo dell’editoria tenta di riproporre anche se con forme e metodi diversi adeguati all’evoluzione dei media e alle moderne tecnologie.
Rocco Tancredi, Napoleone giornalista. Lungimirante ma interessato. Fausto Lupetti editore, 2013, pp.83, euro12.

Giovanna De Maio
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