Il quantum computing al Mobile World Congress

Al Mobile World Congress ho assistito ad alcuni meeting dedicati al quantum computing. In particolare mi ha colpito il  panel organizzato da IBM. In questa occasione Adolfo Morais, vice-consigliere per la Scienza e l’Innovazione del Governo Basco e responsabile dell’iniziativa Basque Quantum, ha illustrato la strategia con cui il Paese Basco sta costruendo il proprio ecosistema nelle tecnologie quantistiche.

Una tradizione scientifica al servizio dello sviluppo

Morais ha dichiarato che nei Paesi Baschi esiste una lunga tradizione che attribuisce alla scienza un ruolo centrale nello sviluppo economico del futuro, basato su conoscenza e ricerca avanzate.

Venticinque anni di investimenti nella scienza quantistica

Ha ricordato che circa venticinque anni fa il governo basco ha iniziato a costruire un ecosistema nelle scienze e tecnologie quantistiche, avviando tra i primi passi il Centro Tecnologico Internazionale di Donostia per sviluppare competenze nella scienza quantistica. Nel 2017 il governo ha poi avviato una strategia più mirata, concentrando gli investimenti su alcune aree scientifiche prioritarie, tra cui proprio la scienza quantistica, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia tecnologica del territorio.

I quattro pilastri dell’ecosistema quantistico

Nel suo intervento ha spiegato che l’ecosistema si fonda su quattro elementi: talento, conoscenza, tecnologia e innovazione. Il talento viene formato attraverso programmi universitari e master dedicati, mentre la conoscenza scientifica è cresciuta progressivamente grazie al lavoro di università e centri di ricerca. Tecnologia e innovazione servono invece a trasferire questa conoscenza verso l’industria e a favorire la nascita di nuove imprese e startup.

Collaborazioni internazionali e partnership con IBM

Morais ha sottolineato che il Paese Basco, pur essendo un territorio relativamente piccolo, ha scelto di rafforzare il proprio ecosistema attraverso collaborazioni internazionali. In questo quadro si inserisce la partnership con IBM, che permette di accedere a tecnologie avanzate e allo stesso tempo di sviluppare competenze locali.

Formare nuove competenze nel quantum computing

Negli ultimi due anni, ha aggiunto, sono già state formate oltre cinquecento persone provenienti da università, centri di ricerca, industria e pubblica amministrazione per sviluppare competenze nel quantum computing.

I settori industriali strategici

Per generare valore economico, il Paese Basco ha scelto di concentrarsi su alcuni settori strategici, tra cui energia, finanza, chimica e nuovi materiali, oltre alle applicazioni di ottimizzazione e simulazione nei sistemi di trasporto. Un ruolo centrale è attribuito anche allo sviluppo di startup, considerate uno dei pilastri dell’industria del futuro.

Il progetto Quantum Mile a San Sebastián

Morais ha ricordato inoltre il progetto del Quantum Mile nell’area di San Sebastián, dove lavorano oltre mille ricercatori nel campo delle tecnologie quantistiche.

La roadmap verso i computer quantistici fault-tolerant

Guardando al futuro, ha affermato che la roadmap tecnologica prevede lo sviluppo di tecnologie quantistiche fault-tolerant tra il 2029 e il 2030 e, intorno al 2035, computer quantistici con un numero molto più elevato di qubit, integrati con calcolo classico e intelligenza artificiale.

Dalla strategia all’esecuzione

Morais ha concluso sottolineando che la strategia è ormai definita e che ora è il momento dell’esecuzione: la collaborazione con IBM rappresenta un elemento centrale per lo sviluppo futuro dell’ecosistema quantistico del Paese Basco.

Dalla m ia visione dunque si sta arrivando alla costruzione concreta di preocesso fondati sulla nuova tecnologia.

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Derrick de Kerckhove
Direttore scientifico di Media Duemila e Osservatorio TuttiMedia. Visiting professor al Politecnico di Milano. Ha diretto dal 1983 al 2008 il McLuhan Program in Culture & Technology dell'Università di Toronto. È autore di "La pelle della cultura e dell'intelligenza connessa" ("The Skin of Culture and Connected Intelligence"). Già docente presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Napoli Federico II dove è stato titolare degli insegnamenti di "Sociologia della cultura digitale" e di "Marketing e nuovi media".