È iniziato il conto alla rovescia per la nomina del nuovo direttore dell’Agenzia per l’Italia digitale e tra i candidati c’è Nello Iacono (Stati Generali dell’innovazione) che si racconta a Media Duemila.
Qualità manageriali, qualcuno ha sussurrato che sono mancate in questo ambito drammaticamente determinante della PA…
“Da manager ho già avuto esperienze in società private soprattutto di information technologies. Ho anche esperienze imprenditoriali da socio di una piccola azienda di consulenza ICT”.
Unire le prassi del pubblico e del privato serve alla svolta?
“Le pratiche del settore privato dalla visione del cambiamento, al miglioramento dei processi, soprattutto in ambito ICT, in generale nell’organizzazione sono effettivamente utili anche nel pubblico. L’Agenzia deve essere il punto di riferimento sulle pratiche dedicate al cambiamento che è anche e soprattutto culturale. L’AIPA si proponeva di supportare il miglioramento nelle amministrazioni pubbliche proprio partendo da questi elementi”.
Best practice da diffondere, l’esempio del Fascicolo Sanitario Elettronico fiore all’occhiello dell’Emilia Romagna che non riesce però a decollare. Quanto pesa il ritardo culturale nell’innovazione?
“Il cambiamento culturale è fondamentale. Il direttore dell’Agenzia deve promuovere un coordinamento costruttivo, non tutte le leve però sono di sua competenza. È necessaria una spinta per associare l’autorevolezza all’autorità, per indirizzare standard e linee di sviluppo utili alle amministrazioni. In particolare le Regioni devono agevolare il cammino verso la completa digitalizzazione, come già stanno facendo alcune, in modo sistemico attraverso convezioni, specializzazione su temi particolari e scambio di esperienze. Per quanto riguarda il Fascicolo Sanitario Elettronico deve essere favorito e diffuso, il lavoro del governo e della politica è importante, ma serve anche fare rete ed in questo il ruolo dell’agenzia è primario”.
Il primo passo?
“Le attività interne dovrebbero essere organizzate secondo le logiche del project management, le competenze dell’organico devono essere ben definite ed oggi finalmente è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che stabilisce in 130 unità l’organico e ne definisce i profili. La rapidità nelle decisioni è fondamentale anche in questo settore. L’Agenzia deve essere il luogo di eccellenza. Organizzare Il lavoro di squadra per riprendere i rapporti non soltanto con le regioni, ma con diversi enti e associazioni per creare le giuste sinergie utili al raggiungimento dell’obiettivo: l’Italia digitale”.
Italia digitale, difficile ma possibile?
“È difficile perché partiamo con un grande gap da colmare. Bisogna mettere insieme risorse, ottimizzare le iniziative. Abbiamo bisogno di un piano coordinato per un’agenzia con capacità di direzione e valorizzazione di ogni risorsa disponibile”.

Maria Pia Rossignaud

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Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media , e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovanni storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono alle stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. Responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. L'ultimo testo: Are you ready for your digital twin. Per Ars electronica (uno dei premi pi+ù prestigiosi nel campo dell'arte digitale ha scritto nel catalogo "POSTCITY".