Gina Nieri (Direttore Divisione Affari Istituzionali, Legali e Analisi Strategiche Mediaset), è intervenuta all’evento di CRTV “Prominence, pluralismo e nuove regole dell’ecosistema digitale”, dedicato alle trasformazioni del sistema dei media nell’era delle piattaforme. Nel suo intervento ha richiamato l’attenzione sull’importanza di garantire visibilità ai contenuti editoriali, tutelare il pluralismo dell’informazione e definire regole chiare per le grandi piattaforme digitali. In più ha voluto porre l’accento sul ruolo dei broadcaster come servizi di interesse generale e la necessità di un quadro normativo che salvaguardi la libertà di informazione, la responsabilità giornalistica e la sostenibilità economica del settore audiovisivo.
Il rischio per la visibilità e il pluralismo dell’informazione
Gina Nieri affronta il tema del pluralismo e della corretta informazione: “Se alcune norme non fossero state approvate – dice – anche in relazione al modo in cui operano le piattaforme, le televisioni avrebbero potuto essere facilmente escluse dalla possibilità di raggiungere il pubblico”.
Il primo elemento necessario per l’esistenza stessa della televisione è infatti la possibilità di essere visti nei luoghi in cui si trovano le persone, cioè sulle piattaforme e negli ambienti digitali in cui oggi si concentra l’attenzione del pubblico.
Il ruolo dei media come servizio di interesse generale
Nieri ricorda, anche, che i broadcaster sono stati definiti servizi di interesse generale: “Questo riconoscimento deriva dalla natura stessa dell’attività dei media -precisa- che si fonda sul rispetto di diritti fondamentali della persona, tra cui il diritto al pluralismo dell’informazione, essenziale per la democrazia.
E puntualizza che esistono valori che non possono essere compressi o messi in secondo piano da tecnologie e piattaforme che operano con logiche molto diverse rispetto a quelle dei media tradizionali.
“I media — osserva — operano all’interno di sistemi liberali e democratici, con la missione di tradurre nella pratica quotidiana i valori costituzionali. Tra questi, la libertà di informazione è uno dei pilastri fondamentali”.
Responsabilità giornalistica e differenza rispetto ai contenuti online
Un elemento distintivo dell’attività dei media tradizionali è la responsabilità professionale, concetto che Gina Nieri ripete spesso e dunque. In questo quadro il lavoro di professionisti che si assumono la responsabilità di ciò che scrivono e diffondono è priorità. Poi cita, come esempio, la proliferazione di video falsi o manipolati legati ai conflitti internazionali, che possono generare una percezione completamente distorta della realtà. Un modello alla base di molte dinamiche delle piattaforme che seguono la logica economica molto semplice: i contenuti che generano maggiore attenzione e reazioni — spesso quelli più scioccanti — producono più traffico e quindi più valore economico. Per questo motivo, secondo Nieri, diventa ancora più importante difendere un ecosistema informativo basato su professionalità, responsabilità e verificabilità delle fonti.
Il modello economico della televisione
Il modello di business della televisione si fonda sulla relazione con il pubblico. Per funzionare ha bisogno di spettatori e di una presenza forte sul mercato.
Per questo motivo il percorso regolatorio che ha cercato di riequilibrare il rapporto con le grandi piattaforme digitali è fondamentale. Infatti ha iniziato a stabilire un equilibrio.
Ha ricordato in conclusione che quando sono stati approvati i nuovi atti normativi europei — come il Digital Services Act — sembrava esserci, anche da parte americana, una certa apertura verso una collaborazione regolatoria.
Con il cambiamento dell’amministrazione statunitense, tuttavia, molte di queste misure sono state messe in discussione, con critiche secondo cui tali regolazioni potrebbero limitare la libertà di espressione.
Secondo Nieri, invece, si tratta di norme necessarie per garantire un equilibrio tra libertà di espressione e responsabilità informativa.
L’importanza della dimensione internazionale
Infine, Nieri richiama il valore della dimensione internazionale del gruppo. Attraverso le attività europee di MediaForEurope, l’azienda è riuscita a creare una presenza in sei Paesi, rafforzando la propria capacità economica e industriale.
Questa dimensione consente di sostenere meglio il ruolo del gruppo nella produzione di informazione e nella realizzazione di contenuti identitari e riconoscibili, fondamentali per il pluralismo e per il sistema dei media.
