Derrick de Kerckhove: “Sarà un piacere leggere questo libro se negli ultimi anni avete fatto surf sull’onda cibernetica. Esso è una rinfrescante, intuitiva e accurata esplorazione del nostro immediato passato. Un’esplorazione di quei sentieri sui quali siamo ancora oggi in cammino”.

Non solo cyber: frammenti di un discorso mediologico (edito da Mimesis Edizioni, collana Eterotopie) di Antonio Tursi, con prefazione del nostro direttore scientifico Derrick de Kerckhove. Queste pagine Mostrano come alcune fondamentali dimensioni (piattaforme, soggettività, forme politiche ed espressive, spazi e tempi) siano state ridefinite all’interno di quel nuovo orizzonte aperto dalla diffusione di dispositivi digitali di comunicazione. Come ha insegnato Marshall McLuhan, “per lo studioso dei media ogni particolare del mosaico del mondo contemporaneo è carico di vita e di significato”, anche quei particolari che spesso vengono trascurati e confinati nel banale e superficiale. Non solo cyber, attraverso l’esplorazione di piccoli frammenti di immaginario (Wikipedia, 3D, iPad, fughe di privacy, Pistorius, scambi di file, Beppe Grillo, Pd, Ikea, shopping malls), rivela la profondità della superfice del nostro mondo. E lo rivela con un linguaggio destinato non solo allo studioso ma a ogni cittadino del presente inquieto e accelerato. Perché ogni cittadino, oggi più che mai, con la sua piccola narrazione è centro di storia. E solo cogliendo il complesso intreccio di ordito e trama di questa storia si può sperare di cambiarla anche attraverso tante piccole narrazioni.

Antonio Tursi, (Cosenza, 1978) Dottore di ricerca in Teoria della comunicazione e senior fellow del McLuhan Program in Culture and Technology. Ha insegnato presso l’Università di Macerata, l’Università della Calabria e l’Accademia di Belle Arti di Catania. Per i nostri tipi ha pubblicato Politica 2.0. Blog, Facebook, WikiLeaks: ripensare la sfera pubblica (2011), Filosofie di Avatar (con A. Caronia, 2010) e Partito digitale (con G. Civati, 2012). Cura la rubrica “Non solo cyber” per l’Espresso.