Si è chiusa oggi la XVIIma edizione di “Nostalgia di Futuro”, organizzata dall’Osservatorio TuttiMedia presso la sede di Mediaset a Cologno Monzese. Il Premio è stata, come d’abitudine, anche l’occasione di un vivace confronto sulla relazione tra tecnologia e comunicazione che deve fondarsi su una equilibrata convivenza tra “parola” ed “algoritmo”.

Alcune parole-chiave emerse dal confronto: “curiosità”, “responsabilità” e “coraggio”. E una direzione: “informazione bene comune”. Il confronto costruttivo, al di là delle posizioni apocalittiche o integrate, entrambe presenti nel dibattito, emerge nel confronto sull’accelerazione tecnologica e la possibilità di regolarla, preservare la privacy, salvaguardare pluralismo e democrazia e così libertà e dignità delle persone.

 Hanno partecipato all’evento, moderato da Leonardo Panetta (giornalista Mediaset a Bruxelles): Alberto Barachini (Sottosegretario Editoria); Laura Aria (Commissario Agcom); Guido Scorza (Componente del Garante per la protezione dei dati personali); Daniele Manca (Direttore Scuola di Giornalismo IULM); Mauro Crippa (Direttore Generale dell’informazione Mediaset); Carlo Corazza (Capo Ufficio del Parlamento europeo in Italia) e Mattia Tarelli (Government Affairs and Public Policy Manager Google). Conclude Derrick de Kerckhove (Direttore scientifico dell’Osservatorio TuttiMedia). E tanti giovani studenti, protagonisti del domani dell’informazione e della comunicazione.

A fare gli onori di casa Gina Nieri (CDA Mediaset), che si è detta orgogliosa di ospitare la XVII edizione di “Nostalgia di Futuro” appuntamento annuale che invita ad interrogarsi sul rapporto tra innovazione e responsabilità, tra linguaggio, informazione e tecnologia: “Oggi viviamo un passaggio decisivo: l’IA entra nei processi comunicativi con una velocità senza precedenti, genera contenuti, li filtra e seleziona, influenza informazione e dibattito pubblico. Di fronte a questa accelerazione servono conoscenza e regole. L’informazione di qualità nasce dal lavoro umano, dalla verifica e responsabilità editoriale, dalla capacità critica. Nulla di tutto questo può essere delegato interamente a sistemi automatizzati spesso opachi”.

Orgoglio anche nelle parole di apertura di Maria Pia Rossignaud (Vicepresidente Osservatorio TuttiMedia): Il prossimo anno, infatti, il 2026, vedrà i 30 anni dell’Osservatorio: “Trent’anni di analisi e anticipazioni, grazie ai suoi soci che vogliono capire cosa serve alle aziende per crescere”. Doveroso il ricordo del suo fondatore, Giovanni Giovannini, storico presidente FIEG, che ha traghettato l’Osservatorio fino al 2008. “Dal 2009, quando “Nostalgia di Futuro” viene presentata al pubblico, sono passati 17 anni, anni in cui siamo orgogliosamente fieri di aver continuato la battaglia culturale di Giovannini, cercando una mediazione fra ciò che siamo e ciò che saremo come fruitori di informazione. In tre decenni diverse le trasformazioni epocali”.

 Il Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, Franco Siddi sottolinea: “Oggi dobbiamo combattere la povertà culturale perché se ieri infine siamo riusciti ad evitare che la differenza fra chi sa e chi non sa divenisse un uno scoglio insuperabile, oggi dobbiamo chiedere a tecnologi, scienziati, giornalisti, politici di concentrarsi, affinché si ritrovi un equilibrio soddisfacente per tutti”. Conclude Derrick de Kerckhove che invita a pensare all’algoritmo che, come nuovo media, non invita a riflettere perché usa il linguaggio come modello e questo toglie potere alle parole. L’editore è e deve ribadire il suo ruolo di mediatore fra le realtà”.

 

 Interpretare il cambiamento: la chiave è la curiosità

 Ne è convinto il Sottosegretario BARACHINI. “È necessario leggere l’innovazione e portarla dentro al nostro presente. La sfida è una: stare sempre un passo avanti rispetto al futuro, con una visione – dice-. Negli Stati Uniti automobili senza guidatori e altre derive tecnologiche indicano che siamo già nel futuro. Come “sopravvivere”, lato informazione, alla tecnologia? Con la curiosità e la creatività, con l’originalità dei contenuti, in un contesto di esperienza e qualità delle relazioni, con la capacità di filtrare, di guardare la notizia oltre la notizia. Se viene meno il rapporto di fiducia tra informazione e cittadini non c’è vita democratica. La tecnologia è uno strumento che bisogna saper usare con competenza e con una formazione che riconosca un passaggio dal passato al presente”.

Attacco all’Europa?

 Per Carlo CORAZZA (e non solo), sì. “L’Europa sembra rincorrere innovazione prodotta altrove, è incompiuta, mancano tante competenze, è sotto attacco. E con essa la nostra libertà e la nostra indipendenza. Siamo nell’era della forza e della prepotenza vs autentica libertà. Dobbiamo, come Europa, ritrovare la nostra autonomia, non essere “ricattabili”. E serve “responsabilità”. Il grande pericolo oggi è la disinformazione e i giornalisti sono i primi satelliti a difesa di questa libertà, proprio oggi che ci sono indubbi seri problemi di indipendenza dei media”.

 L’informazione “bene comune”

 Prova a rispondere a questo Laura ARIA. “Regolare questa realtà in velocissima trasformazione è complesso. In Agcom la regola che ci siamo dati è quella di imparare dalle regole passate e adattarle al futuro., Le questioni sono sempre le stesse, nel tempo, e si ripresentano. La massima attenzione va posta su quei media che possono plasmare l’opinione pubblica. In qualche modo i mezzi tradizionali assicuravano, per quella responsabilità editoriale di cui si è già detto, la qualità dell’informazione. Oggi i nuovi media che non hanno quel modello di business, superano i confini nazionali, impongono una regolazione europea e anche una responsabilità sociale nell’uso di questo strumenti da parte degli utenti, soprattutto quando interagiscono con le chatbots. I regolatori europei hanno integrato le normative di settore, infatti solo per le piattaforme più grandi, quelle massimamente pervasive, per provare a minimizzare i rischi. E da ultimo, soprattutto, l’Europa ha fatto un grande salto, dichiarando l’informazione un “bene comune”.

 Contro l’IA

 Non nega di esserlo Mauro CRIPPA: “La guerra tra regole e modelli tecnologici è improba. L’IA – dice Crippa – ha un obiettivo: superare il genere umano. Questo è il paradosso: il genere umano sta lavorando a qualcosa che vuole superare il genere umano stesso. E il cervello di tutta l’operazione, inoltre, è altrove, in Usa. Ho una visione catastrofica, negativa, non lo nego. L’IA è compiacente, offre risposte anche quando non sa, emula al meglio il genere umano. E questo è terribile. Noi, almeno in Occidente, siamo in crisi identità, cominciamo da ultimo ad interrogarci su cosa sia la coscienza umana. Il problema grave è questo: cosa produce in noi l’IA. Siamo in pieno allarme sociale, si assiste ad una modifica dei comportamenti, all’insorgere di vere e proprie patologie negative, soprattutto nei più giovani e nei bambini che arrivano fino ad essere ricoverati se in crisi di astinenza dalla connessione. E, dulcis in fondo, l’IA non è certo green: ha bisogno di energia, tanta energia, energia…atomica”.

 Controcanto

 Tutta un’altra posizione e non poteva essere altrimenti quella di Mattia TARELLI (Google). “Il motore di ricerca Google si è reso protagonista di un’evoluzione costante nelle sue applicazioni sempre in ossequio alla sua mission iniziale: rendere l’informazione accessibile a tutti e facilmente. Tutte le innovazioni che di periodo in periodo sono state apportate al motore di ricerca sono andare in questa direzione: innovare con l’obiettivo della mission originaria. Anche per Google è fondamentale l’assunto della “informazione come bene pubblico”. Ontologicamente, per Google, l’Intelligenza Artificiale è una forma di supporto all’attività umana. E sono d’accordo – ha detto ancora Tarelli – sulla intramontabile “curiosità” dell’uomo. Solo un dato: anno dopo anno il 15% delle ricerche sono ricerche assolutamente nuove, a dimostrazione della insaziabile curiosità umana”.

 Parola-chiave? Forse “comunità”

 “Il mondo è cambiato. Lo vediamo ma non sappiamo prenderne atto, accettare le sfide poste dall’IA”. Daniele MANCA avvisa che “oggi diamo per scontate cose che invece richiedono tempo, processi lunghi. Come le Authority, le istituzioni europee. Fatica, processi. Sembriamo inchiodati al presente, invece il mondo stesso, la sua evoluzione, è un processo. E c apire questo è fondamentale per capire come stare nel mondo oggi. Forse una parola chiave può essere “comunità”, che è la parola che ha ispirato la storia e l’evoluzione di un giornale come il Corsera e che oggi gli permette di sopravvivere: Intermediare tra quello che accade e come le persone percepiscono la realtà. Il Corsera come luogo dove una comunità si ritrova e dové la comunità stessa viene inglobata nella comunicazione”.

 Il Fattore-Tempo

 Negativo in ogni suo intervento, ovunque gli sia dato modo di esprimerlo, Guido SCORZA (Privacy): “La tensione tra regolazione e innovazione non è nuova. Cosa è cambiato? Il fattore “tempo”. Solo 2 mesi e ½ perché chatgpt potesse raggiungere 50 milioni di utenti. È un dato che parla da solo, è la cifra distinta della sfida. Se le regole sulla tecnologia non arrivano in tempo, la tecnologia è la regola, e la democrazia si evolve in tecnocrazia. Il nostro quotidiano stesso è algo-diretto. Un pericolosissimo processo di sovrascrittura regolatoria da parte della tecnologia. Cosa fare? Forse, aggiungerei alla parola “responsabilità” la parola “coraggio”, coraggio di fare anche scelte, magari temporanee, che possano recare qualche pregiudizio in termini di competitività a chi le compie (esempio gli editori nel non dare accesso ad Open Ai ai contenuti sulla attualità), ma che alla lunga potrebbe spostare l’IA dal mercato della formazione della pubblica opinione ad altri spazi di gioco. Perché altrimenti chi detterà la dieta mediatica dell’umanità se non gli oligopolisti, degli algoritmi e dei dati personali? È qui che stiamo sbagliando. E tanto. Per paura di restare isolati buttiamo via le regole, ignoriamo i rischi. E non è solo un problema che riguarda gli editori e gli altri produttori di contenuti, non si tratta di difendere una industry, ma di contrastare quello che è un rischio di fondo per tutti: il pensiero unico algoritmico. Tenere i signori dell’IA fuori dall’attualità, dar loro accesso a contenuti solo fino a sei mesi prima dell’oggi, questo potrebbe essere fattibile: ma serve coraggio”.

 La perdita del senso

 Riporta la questione al titolo di questa edizione di Nostalgia di Futuro Derrick de Kerchkove e quindi al linguaggio. “L’IA è fondata sul riconoscimento di modelli; è la più grande innovazione semantica della macchina. Automatizza una cosa umana come il linguaggio ma con una grande differenza: la macchina non si interessa affatto del senso, del significato, del desiderio. Non c’entra nulla il senso-significato con il mondo del riconoscimento dei modelli. L’uomo, quindi, quando parla, si assume la responsabilità del senso. La macchina no, si occupa solo della direzione, di andare da a a b. La macchina attua una presa di potere, il controllo della società attraverso l’algoritmo. Come difendere la cultura alfabetica? Innanzitutto, non smettendo di leggere. Non leggere più è terribile, atrofizza la mente, si perde spazio critico. Serve dialogo uomo-macchina ma serve tanta responsabilità, formazione di spirito critico fino dalla scuola dell’infanzia, ricercare un equilibrio totalmente nuovo. Forse, e lo dico essendo passato attraversato tanti cambiamenti culturali provando a documentarli, sarà possibile attraverso il, ‘quantum’. L’uomo quantico capace di un nuovo modo di vedere la realtà in accordo con la macchina. Io ci spero”.

 

 I premiati dell’edizione 2025 di “Nostalgia di Futuro”

 La cerimonia di premiazione ha concluso la diciassettesima edizione di Nostalgia di Futuro, il Premio che valorizza persone ed enti in grado di interpretare il cambiamento senza subirlo e naturalmente ricorda Giovanni Giovannini, giornalista, scrittore, editore, le cui convinzioni e le cui anticipazioni sui tempi sono riportate nelle motivazioni integrali dei premi presenti sul sito di Media Duemila. Sono quattordici i Premi “Nostalgia di Futuro 2025” assegnati. Mette conto citarli, nell’ordine con il quale hanno ricevuto la targa, per dare rilievo all’impegno dei premiati nei diversi ambiti del riconoscimento,

Ad Alberto BARACHINI (Sottosegretario editoria) è andato il Premio per la sezione “Innovazione – editoria – informazione e futuro”, per la sua capacità di coniugare tradizione e innovazione, memoria e futuro.

Per la sezione “Innovazione e Comunicazione”, il Premio è stato conferito a Laura ARIA (Commissario Agcom) per il suo lavoro per un futuro in cui la regolazione diventa strumento di crescita, conoscenza e consapevolezza contribuisce a costruire un panorama digitale capace di innovare, senza mai perdere di vista il valore della persona e della comunità.

Per “Innovazione consapevole – dialogo e progresso” ha ricevuto il Premio NDF 2025 Raffaele PASTORE (Direttore generale UPA) per l’approccio di Upa all’innovazione come a integrazione consapevole di strumenti, dati e creatività finalizzata al dialogo e alla trasparenza. Sotto la sua guida, UPA promuove un modello di comunicazione che mette al centro la responsabilità, l’etica professionale e un progresso realmente condiviso.

Guido SCORZA (Componente Garante Privacy), ha ricevuto il premio per la sezione “Innovazione – Tutela e diritti”, per il suo impegno per una innovazione che non sia soltanto tecnologia, ma responsabilità, equilibrio e visione, considerando indispensabile regolamentare il settore dell’editoria e dell’informazione per evitare che capacità trasmissiva e capacità editoriale si concentrino nelle stesse mani, mettendo a rischio pluralismo e libertà.

Daniele MANCA (Direttore Scuola di Giornalismo IULM) ha ritirato il Premio NDF 2025 per la sezione “Informazione di qualità”, insieme ai giovani della Scuola di giornalismo, per la sua instancabile dedizione a un’informazione di qualità, capace di coniugare rigore, profondità di analisi e responsabilità civile.  Ed anche per l’impegno costante nella formazione delle nuove generazioni di professionisti cui lo IULM insegna che partecipare alla formazione dell’opinione pubblica è la missione più alta del mestiere e che nell’era digitale questa responsabilità richiede la capacità di superare il rumore di fondo delle piattaforme vincere le sfide del presente, ma anche e soprattutto vincerle.

Premio NDF 2025 per “Educazione e libertà di stampa” a Carlo CORAZZA (Direttore Ufficio del Parlamento europeo in Italia), per aver promosso con impegno costante una cultura dell’informazione fondata sulla consapevolezza, sull’etica professionale e sul rispetto dei valori europei, rafforzando il dialogo tra istituzioni, media e cittadini, e sostenendo un ecosistema informativo libero, pluralista e capace di formare opinioni autonome.

Per la sezione “Informazione e Sud” il Premio NDF 2025 è andato a Lino MORGANTE (Presidente e direttore editoriale di Società Editrice Sud Gazzetta del Sud Giornale di Sicilia), per il suo contributo a rendere più visibile e comprensibile il Sud, con una narrazione equilibrata, capace di superare stereotipi e semplificazioni. Esempio concreto di informazione motore di sviluppo culturale e sociale, nel solco di quella visione etica e professionale che Giovannini considerava il cuore del giornalismo.

Per “Innovazione nel giornalismo” il Premio NDF 2025 è stato assegnato a Gianni RIOTTA (Direttore scuola di giornalismo LUISS). Per l’impegno nel promuovere un giornalismo capace di integrare linguaggi digitali, analisi dei dati e nuovi modelli narrativi, senza perdere il rigore del metodo e dell’etica professionale, formando nuove generazioni di giornalisti capaci di muoversi tra verifica delle fonti, intelligenza artificiale e nuove forme di produzione e distribuzione dell’informazione.

Nostalgia di Futuro premia anche l’”Editoria pioneristica”, in questa edizione con il riconoscimento conferito ad Andrea COLAMEDICI (professore IULM), per interpretare l’editoria come spazio di ricerca e di visione, trasformando i libri in luoghi di dialogo, pensiero e sperimentazione filosofica e portando nel panorama editoriale italiano un approccio innovativo. La sua attività testimonia come l’editoria possa ancora essere un laboratorio di idee che anticipa il domani.

Premio NDF 2025 per l’“Innovazione concreta” ad Annalisa MUCCIOLI (Responsabile Research & Technological Innovation di Eni) il cui lavoro incarna un’idea di innovazione applicata, misurabile, trasformativa, dove tecnologica ed etica procedono insieme, orientando lo sviluppo verso soluzioni che rendono i processi più efficienti, sostenibili e trasparenti.

Per la sezione “Leadership e Innovazione”, premiata Marianna GHIRLANDA (Presidente IAA Italy Chapter) per la sua leadership capace di coniugare visione strategica e responsabilità culturale, che non teme di sperimentare, mette al centro le persone e considera la comunicazione uno strumento per generare progresso e business. La sua capacità di interpretare il presente e anticipare il futuro con lucidità e coraggio la rende una figura di riferimento per l’intero settore.

Creatività che ispira” quella di Dina PIPONSKI (Responsabile Young Professional di IAA Italy Chapter), premiata perché capace di unire intuizione e responsabilità in una creatività che non cerca solo l’effetto, ma che orienta, forma e contribuisce a costruire una cultura professionale più solida, che parla ai giovani e li incoraggia a non limitarsi a seguire la tendenza, ma a generare valore perché, come amava sottolineare Giovannini, “la modernità non è rincorrere il nuovo, ma saperlo interpretare”.

 A Chiara ALBANESE (Italy bureau chief di Bloomberg) è andato il Premio NDF 2025 per il “Giornalismo”, per la sua capacità di interpretare l’attualità economica e politica con un linguaggio accessibile, dimostrando che una informazione di qualità – fatta di verifica, responsabilità e competenza – resta il cardine di una buona democrazia.

Premiato infine Antonio Palmieri (Presidente Fondazione Pensiero Solido) per la sezione “Innovazione nella comunicazione” del Premio Nostalgia di Futuro 2025, per promuovere il ruolo dell’innovazione come strumento per rafforzare la partecipazione, la trasparenza e il dialogo nella sfera pubblica, ricordandoci che ogni progresso comunicativo ha valore solo se contribuisce a una società più informata e consapevole.

 

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Diana Daneluz
Giornalista pubblicista, Ordine Nazionale di Roma N. 182410, componente di AI open mind, socia professionista FERPI-Federazione Relazioni Pubbliche Italiana N. 2760