Una storia che va ricordata
Con me c’erano persone che quella storia non la ricordano soltanto: la custodiscono. Il fratello Paolo Siani, la presidente del Tribunale di Torre Annunziata, Giovanna Ceppaluni – la magistrata che firmò gli atti sugli assassini di Giancarlo – l’architetto Antonio Irlando, e l’architetto Noemi Verdoliva, che ha curato il murales di Elisa Capdevila. Insieme abbiamo voluto dire a questi giovani che la legalità non è una parola astratta, ma una scelta quotidiana, personale, coraggiosa.
Ilaria Abagnale sindaca di Sant’Antonio Abate
La sindaca Ilaria Abagnale ha sottolineato: “Credo che la sfida più grande sia proprio questa: svegliarsi ogni giorno, guardarsi allo specchio e riconoscersi. Capire da che parte stare. Il bene e il male si distinguono sempre, ma restare dalla parte giusta richiede impegno, soprattutto quando il silenzio sembra più comodo. Per questo il nostro incontro si chiama “Oltre il silenzio”. Perché Giancarlo è stato ucciso per aver parlato. E non dovrebbe mai essere così: nessuno dovrebbe rischiare la vita per aver fatto il proprio dovere o per aver provato a liberare una comunità dal peso della camorra”.
La camorra non si combatte da soli
Ed ha concluso dicendo che “la camorra non si combatte da soli. Si sconfigge con la forza di tutti: cittadini, istituzioni, scuola, forze dell’ordine, imprese. Ognuno facendo la propria parte, senza voltarsi dall’altra parte, senza paura. E a Sant’Antonio Abate, questo percorso lo stiamo portando avanti con orgoglio e a testa alta”.
All’incontro erano presenti le Forze dell’Ordine, le dirigenti scolastiche, l’assessore all’Istruzione Lucia Afeltra e all’assessore alla Legalità Martino Abagnale, che insieme hanno reso possibile questo incontro, moderato dal giornalista Dario Sautto fra i promotori dell’iniziativa. E’ sempre utile ricordare per trasmettere valori.
