On. Joana Lima, (nella foto a sinistra) presidente designata del Women Parliamentary Forum (WPF #PAMWomenParliamentaryForum): “Il cambiamento, che porta alla parità di genere, è possibile se sono in atto un impegno politico e adeguati quadri politico legali per fornire condizioni di parità sia per le donne che per gli uomini”.

Con queste parole la presidente del WPF ha chiuso i lavori del primo Forum Parlamentare delle Donne che nel  2021 è stato costituito dall’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo,  ospitato il 4 e 5 luglio  dalla Assembleia da República del Portogallo a Lisbona.

L’on. Joana Lima, capo della delegazione portoghese presso il PAM, ha ricordato che, nonostante l’uguaglianza di genere sia ampiamente riconosciuta come essenziale per realizzare società pacifiche e sviluppo sostenibile, le disuguaglianze di genere persistono nella maggior parte del mondo, compresa la regione euromediterranea e del Golfo. Ha invitato a lavorare affinché  il WPF diventi una piattaforma per impegnarsi e spingere per un cambiamento trasformativo:” I parlamentari hanno un ruolo cruciale nel decidere i modi per aumentare la partecipazione, la rappresentanza e l’emancipazione delle donne, a tutti i livelli – puntualizzato”.

Il Presidente della PAM, l’On. Gennaro Migliore, ha espresso la necessità di compiere un ulteriore passo verso la parità di genere. Nonostante i recenti progressi, e secondo il Global Gender Gap Report 2021, il divario di genere medio della regione MENA è il più grande al mondo, intorno al 60%.

Ana Catarina Mendes, ministro del Gabinetto del Primo Ministro e per gli Affari parlamentari, ha evidenziato che il Portogallo ha attualmente il 34,2% di donne   parlamentari:” Le donne sono le più vulnerabili in situazioni di conflitto – ha precisato-. L’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia, nonché i conflitti più lontani, come quelli dello Yemen e dell’Etiopia ne sono esempio. E’ necessario un nuovo approccio alle politiche migratorie, in particolare per combattere le reti di trafficanti. Il mio Paese il Portogallo dà il pieno sostegno al nuovo Forum, che sarà fondamentale per costruire l’uguaglianza per le generazioni future”.

Sergio Piazzi, segretario generale del PAM (Assemblea Parlamentare del Mediterraneo) ha presentato la policy e l’organigramma  PAM e WPF: “L’équipe designata dalla Presidenza, guidata da Joana Lima (Portogallo), insieme all’on. Maryam Majed Bin Theneya (Emirati Arabi Uniti) e l’on. Fatma Zohra Abdi (Algeria – ha precisato –  avrà il compito di creare il Forum su basi solide. La Presidenza ruoterà quindi per un mandato a tempo determinato di 2 anni. Il presidente si alternerà tra i gruppi geopolitici del nord e del sud. Una sessione del Forum si svolgerà ogni primavera  e il Forum produrrà studi, relazioni e raccomandazioni, nonché condurrà visite sul campo”.

Ha aggiunto che il forum sarà una piattaforma perfetta per le donne parlamentari della regione euromediterranea e del Golfo che permetterà loro di essere maggiormente coinvolte nel processo decisionale e nella diplomazia parlamentare.

On. Yana Chiara Ehm (Italia) ha moderato la sessione “Le donne rifugiate nel 2022 nella regione euromediterranea e del Golfo”. Nelle sue osservazioni ha presentato dati allarmanti sul numero di donne rifugiate. La guerra in Siria del 2011 ha provocato massicci flussi di profughi. Undici anni dopo, 1,7 milioni di donne sono ancora rifugiate in Turchia e Libano. La brutale aggressione russa in corso contro l’Ucraina ha costretto 6,5 milioni di donne e bambini a lasciare la propria casa, esponendoli a violenze e violazioni dei diritti umani:” A questo proposito – ha sottolineato – i parlamentari devono assumere un ruolo guida nell’attuazione di legislazioni coerenti per salvaguardare i diritti delle donne rifugiate”.

Alla seduta si è poi rivolto l’on. Mariia Ionova, parlamentare, copresidente Pari opportunità Caucus, Ucraina (online) sottoponendo ai presenti i numeri della deportazione russa: “Sono 1,27 milioni di ucraini, per lo più donne, donne e bambini – alcuni dei quali separati con la forza dalle madri –  ad essere stati portati in luoghi sconosciuti in Russia. I crimini di guerra commessi dalla leadership e dalle forze armate russe devono essere indagati e puniti. L’incombente crisi alimentare causata dal saccheggio russo del grano ucraino provocherà un’altra crisi migratoria e dobbiamo prevenirla imponendo sanzioni più severe alla Russia. Garantire che i bambini ucraini proseguano la loro istruzione”.

Oggi i rifugiati, i richiedenti asilo o gli sfollati interni rappresentano l’1% della popolazione mondiale. I delegati hanno affermato che è importante considerare i diritti umani di tutti i migranti, indipendentemente dal loro paese di origine, e dalle ragioni che li hanno portati a fuggire. Ciò che è emerso dal dibattito è stato l’auspicio di migliori politiche di integrazione per rifugiati e richiedenti asilo, in particolare per quanto riguarda il loro accesso al mercato del lavoro, l’acquisizione delle competenze linguistiche e la loro istruzione. Il WPF sarà uno spazio importante per condividere legislazioni e migliori pratiche tra i paesi PAM , in particolare per quanto riguarda la non discriminazione e la lotta contro contro violenze di ogni tipo.

Come  ricordato dalle Nazioni Unite, “Le donne e le ragazze rappresentano metà della popolazione mondiale e, quindi, anche metà del suo potenziale. L’uguaglianza di genere, oltre ad essere un diritto umano fondamentale, è essenziale per realizzare società pacifiche, con pieno potenziale umano e sviluppo sostenibile. Inoltre, è stato dimostrato che l’emancipazione delle donne stimola la produttività e la crescita economica”.

Purtroppo nella vita di tutti i giorni le disuguaglianze di genere sussistono ancora nella maggior parte del mondo. “A gennaio 2022, le donne sono  il 24,6% dei parlamentari nella regione PAM (Camere bassa e alta combinate) – ha ricordato l’ambasciatore Sergio Piazzi segretario generale del PAM –  che è ancora al di sotto del parametro di riferimento del 30% fissato dal Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite nel 1990. Ecco perché. l’assemblea parlamentare del Mediterraneo, sin dal suo inizio nel 2005, ha affrontato questioni di genere con allo scopo di raggiungere l’uguaglianza di genere e aumentare la rappresentanza femminile nella vita politica, infatti  il Premio PAM 2021 è stato assegnato ai governi che avevano progettato campagne e sviluppato applicazioni mobili per aiutare a combattere violenze e discriminazioni di genere durante la pandemia di Covid-19”.

A Lisbona per due giorni è stata la capitale della parità in un mondo con  più di 5,5 milioni di rifugiati  (90% dei quali sono donne e bambini ) e dove Il Covid-19 ha di fatto annullato molti progressi sulla parità di genere.

Al Forum si è provato a dare una risposta alla domanda: Quali politiche e leggi possono essere messe in atto per garantire che la prospettiva di genere non venga dimenticata?

Hanno cercato di rispondere alla domanda Danijela Djurović, Presidente del Parlamento del Montenegro,  Aawatrif Hayar, Ministro della Solidarietà, Inclusione Sociale e Famiglia del Marocco, l’on. Isabel Santos, membro del Parlamento europeo, Monica Ferro, Direttore dell’Ufficio UNPFA di Ginevra,  Dherar Humaid Belhoul Al Falasi, Emirati Arabi Uniti, rappresentante speciale del WFP per i bambini e i conflitti armati,  Sandra Ribeiro, Presidente della Commissione Cittadinanza e Genere del Portogallo e Susana Pavlou, direttrice dell’Istituto Mediterraneo di Studi di Genere.

La necessità emersa è quella di dare priorità alle politiche che sostengono l’uguaglianza di genere e di combattere quelle che la limitano. Le donne devono prendere parte alle discussioni sul bilancio per garantire una prospettiva di genere in tutte le politiche adottate. La lotta alla violenza di genere deve continuare. È necessario raccogliere più dati per evidenziare il carico di lavoro invisibile affrontato dalle donne e che è stato portato in primo piano durante la pandemia. Le donne e le ragazze rappresentano il 75% del lavoro domestico non retribuito nelle case e nelle comunità. L’ILO  (International Labour Organization) ha calcolato che, ogni giorno, le donne svolgono in media 4 ore e 25 minuti di lavoro di assistenza non retribuito, contribuendo con almeno 11 trilioni di dollari all’anno all’economia globale. Durante il lockdown, le donne hanno lavorato il doppio per prendersi cura di anziani e bambini. Per bilanciare l’assistenza e il lavoro domestico tra uomini e donne, sono necessari investimenti nell’economia dell’assistenza, nonché lo sviluppo dei servizi di assistenza dal punto di vista del ciclo di vita.

 

 

 

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Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.