“Quando l’Italia innova è seguita dall’Europa”, lo dice Roberto Viola, direttore generale della DG Connect (Commissione Europea) alla tavola rotonda organizzata per la relazione annuale dell’Organo di Vigilanza TIM.
Maurizio Mensi, da presidente OdV ente unico in Europa, annuncia l’avvio del progetto che prevede la creazione di un’entità legale separata controllata al 100% da TIM, che è destinata ad essere l’unica interfaccia per i servizi di accesso alla rete fissa per tutti gli operatori, compresa TIM e darà vita ad un innovativo modello di separazione della rete in Europa. Il progetto richiederà naturalmente una rinnovata attività di vigilanza tesa innanzitutto a verificare l’effettivo conseguimento degli obiettivi indicati, ad evitare il verificarsi di fenomeni di carattere discriminatorio tra gli operatori retail che utilizzeranno la rete di accesso gestita dalla cosiddetta NetCo (Network Company).

La storia dell’OdV la racconta Giorgio Napolitano che la definisce un esperimento complesso che grazie alla lungimiranza di chi lo ha sostenuto è il simbolo dell’Italia che funziona. E infatti Roberto Viola ricorda gli sforzi per farla riconoscere a livello delle istituzioni europee. L’Openreach inglese ne è stato in qualche modo il predecessore ed in un contesto molto litigioso dove gli operatori non riuscivano a collaborare entrambe le realtà si sono dimostrate utili.
L’Organismo di Vigilanza TIM oggi è modello come ripete Viola ricordando le proteste per la sua costituzione a Bruxelles.
“Ma oggi è il tempo del nuovo codice europeo per le telecomunicazioni – dice Viola – che riscrive tutte le regole. In questo contesto abbiamo esportato un modello di autoregolamentazione virtuoso. Che ci permette di incidere sui processi innovativi del vecchio continente”.
Si rammarica però del fatto che in Italia siamo ancora gli ultimi fra i consumatori di prodotti digitali, ci informiamo poco. “Forse è colpa del pay wall dei giornali” dice e chiama in causa Federico Fubini, giornalista del Corriere della Sera che modera il dibattito.
Ma gli italiani non amano l’home banking e tanto altro del mondo digitale ecco perché Viola pensa che forse sono le imprese a investire poco sui cittadini . “Chiedere un canone extra per la connessione 4G – dice – è stato un errore – Il teetering dovrebbe essere libero”.
Le responsabilità sono da condividere fra il pubblico ed il privato e con la separazione della rete inizia una nuova era.
Era in cui per Marcello Cardani, presidente AGCOM, il raccordo internazionale, ed europeo in particolare, perseguito dal Prof. Mensi sin dal suo insediamento è molto importante: “Sono convinto che non possiamo che trarre beneficio dal confronto con le esperienze internazionali ed europee, a cominciare dalla realtà inglese, alla quale guardiamo con particolare interesse”.

Scarica la relazione annuale 2018

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Laureata in lingue e letterature straniere, specializzata in giornalismo e comunicazione di massa alla LUISS, è giornalista professionista dal 1992. Ha lavorato presso le redazioni de Il Mattino e il Roma. Ha insegnato Editoria Elettronica presso la Scuola superiore di giornalismo della LUISS, è stata titolare della cattedra di “Economia e Gestione delle Imprese Giornalistiche” e di “Giornalismo e divulgazione scientifica” nella facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma, è stata anche componente del Consiglio Direttivo dell’UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici) e membro del comitato editoriale del CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione). Vanta diverse pubblicazioni. È direttore della rivista di cultura digitale “Media Duemila” e vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia. Membro del comitato direttivo degli Stati Generali dell'Innovazione. Da gennaio 2015 è Digital Champion del comune di Vico Equense.