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DI MARIA PIA ROSSIGNAUD

Ars Elettronica e Linz, un matrimonio che dura dal 1979, un evento che unisce creatività e tecnologia ed aiuta ad immaginare l’impossibile. Android: il robot più umano che esiste l’ho visto all’opera nella cattedrale di Linz. Un palco costruito in una cripta laterale, vetri gotici che creavano un’atmosfera particolare ed un confronto ancora più particolare fra una donna ed una macchina.
Il dramma Sayonara è dedicato al colloquio fra una giovane in fin di vita e la sua compagna, un android dalle sembianze effettivamente umane, dalla pelle al modo di muoversi e parlare. In effetti la faccia del robot é stata progettata dall’Università di Tsukuba allo scopo di permettere a persone con paralisi facciali di sorridere. L’arte dunque in soccorso della vita.
Il festival dedicato alle origini, che ha visto la partecipazione nelle conferenze di Paul Davies, Derrick de Kerckhove, Joichi Ito, Humberto Maturana e giovani protagonisti delle rivoluzioni in Medio Oriente, in ogni sua parte invitava a pensare: da cosa ha origine il tutto? Vita e meccanismi tecnologici sono sempre più intrecciati. Forse per questo grazie ai suoi 83mila visitatori questo è il secondo record per l’appuntamento austriaco. Il 2011 per questo evento significa l’inizio di una collaborazione con il CERN di Ginevra, dove appunto con LHC, l’acceleratore di particelle, si cerca l’origine della vita. Uno sforzo che tende a dividere le più elementari forme di vita (LHC l’ho visitato nel 1999, ndr) per arrivare a comprendere da dove veniamo. Oggi però con la tecnologia è più facile capire dove stiamo andando con 1.3 milioni di utenti di BBS e 295mila blog in Cina, ad esempio. È, infatti, una giovane blogger tunisina a domandare: perché alcune informazioni esplodono sui social network ed altre dormono?

Maria Pia Rossignaud

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