L’Europa deve rafforzare la propria capacità di innovazione per competere sui mercati mondiali e mantenere e migliorare lo stile di vita europeo, come richiesto dal Consiglio europeo a giugno 2018 e marzo 2019. Per questo motivo la Commissione Juncker ha fissato un nuovo livello di ambizione per l’Ue e i suoi Stati membri e le sue regioni, e ha proposto Orizzonte Europa, il più ambizioso programma di ricerca e innovazione di sempre. In questo modo l’Ue sarà in prima linea nella ricerca e nell’innovazione a livello mondiale.

Il quadro europeo di valutazione dell’innovazione e il quadro di valutazione dell’innovazione regionale 2019 appena pubblicati dalla Commissione mostrano che i risultati dell’Ue in materia di innovazione sono migliorati per quattro anni consecutivi. Ma anche che l’Italia non è ancora nel gruppo di testa degli innovatori.

Un comunicato stampa della Commissione europea fornisce informaziomni dettagliate. Per la prima volta in assoluto, l’Europa supera gli Stati Uniti in fatto di innovazione. Tuttavia, l’Ue continua a perdere terreno rispetto al Giappone e alla Corea del Sud, mentre la Cina sta recuperando rapidamente. I dati integrano le recenti raccomandazioni specifiche per paese della Commissione nel quadro del semestre europeo, che mettono in evidenza il ruolo della ricerca e dell’innovazione e includono raccomandazioni volte a migliorare la crescita della produttività e la competitività.

Elżbieta Bieńkowska, commissaria per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI, ha dichiarato: “I quadri di valutazione dell’innovazione della Commissione aiutano gli Stati membri, le regioni e l’Ue nel suo complesso a individuare in quali settori sono necessarie riforme politiche per promuovere la leadership dell’innovazione in Europa.”

Carlos Moedas, commissario per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, ha aggiunto: “Innovazione significa crescita e occupazione per il futuro. Sono lieto di constatare i progressi generali nell’Ue. Tuttavia, per proseguire nella corsa mondiale, sia l’Ue che i nostri Stati membri devono continuare a investire e sviluppare le giuste politiche per favorire l’innovazione. 

Sulla base dei loro punteggi, i paesi dell’Ue si suddividono in quattro gruppi di prestazioni: i leader dell’innovazione, gli innovatori forti, gli innovatori moderati e gli innovatori modesti. La Svezia è il leader dell’innovazione nell’Ue nel 2019, seguita da Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi. Il Regno Unito e il Lussemburgo sono scesi dal rango più alto di “leader dell’innovazione” al gruppo degli “innovatori forti”, mentre l’Estonia entra a far parte di questo gruppo per la prima volta.

In media il rendimento innovativo dell’Ue è aumentato dell’8,8% dal 2011. Dal 2011 i risultati dell’innovazione sono migliorati in 25 paesi dell’Ue. I risultati sono migliorati in misura più marcata per la Lituania, la Grecia, la Lettonia, Malta, il Regno Unito, l’Estonia e i Paesi Bassi, mentre sono peggiorati in modo più drastico in Romania e in Slovenia.

A livello mondiale, l’Ue ha superato gli Stati Uniti. Il vantaggio dell’UE rispetto a Brasile, India, Russia e Sud Africa rimane considerevole. Tuttavia, la Cina sta recuperando tre volte più velocemente del tasso di innovazione nell’UE. Rispetto al Giappone e alla Corea del Sud, l’Ue ha perso terreno.

I leader dell’UE per settore specifico di innovazione sono: Danimarca: risorse umane e ambiente favorevole all’innovazione; Lussemburgo: sistemi di ricerca attrattivi; Francia: finanziamenti e sostegno; Germania: investimenti delle imprese; Portogallo: innovatori per le PMI; Austria: collegamenti; Malta: attività intellettuali; Irlanda: effetti sull’occupazione ed effetti sulle vendite.

Quadro di valutazione dell’innovazione regionale 2019: principali risultati

Il quadro di valutazione 2019 è accompagnato dal quadro di valutazione dell’innovazione regionale, che fornisce una valutazione comparativa delle prestazioni dei sistemi di innovazione in 238 regioni di 23 Stati membri dell’UE, mentre Cipro, Estonia, Lettonia, Lussemburgo e Malta sono inclusi a livello nazionale. Inoltre, il quadro di valutazione dell’innovazione regionale copre anche le regioni della Norvegia, della Serbia e della Svizzera.

Le regioni più innovative dell’Ue sono Helsinki-Uusimaa, in Finlandia, seguita da Stoccolma, in Svezia, e da Hovedstaden, in Danimarca. Per 159 regioni, la performance è aumentata nei nove anni del periodo di osservazione. Il quadro di valutazione dell’innovazione regionale di quest’anno dimostra una forte convergenza nelle prestazioni regionali, con una riduzione delle differenze nelle prestazioni tra le regioni.

Contesto

Circa i due terzi della crescita economica dell’Europa negli ultimi decenni sono dovuti all’innovazione. Ogni euro investito dal programma europeo di ricerca e innovazione Horizon Europe può potenzialmente generare un rendimento fino a 11 euro del PIL in 25 anni. Gli investimenti nella ricerca e innovazione dovrebbero generare fino a 100 000 nuovi posti di lavoro nelle attività di ricerca e innovazione tra il 2021 e il 2027.

I dati del quadro europeo di valutazione dell’innovazione e del quadro di valutazione dell’innovazione regionale aiutano gli Stati membri, le regioni e l’Ue nel suo insieme a valutare i settori in cui ottengono buoni risultati e quelli che richiedono riforme politiche per promuovere maggiormente l’innovazione. Inoltre, nel quadro dell’analisi del semestre europeo, la Commissione ha recentemente presentato le raccomandazioni specifiche per paese del 2019, che forniscono orientamenti di politica economica a tutti gli Stati membri dell’Ue per i prossimi 12-18 mesi. Fra le raccomandazioni di quest’anno la ricerca e l’innovazione hanno un posto di primo piano.

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.