La seconda edizione dell’“Osservatorio Agcom sul sistema dell’informazione” evidenzia che nel 2025 l’informazione in Italia ha ormai cambiato pelle. La rete si è affermata come la vera “prima pagina” del Paese: il 55,8% degli italiani la utilizza come principale fonte informativa, superando in modo netto la televisione, che si ferma al 43,2%. Non si tratta più di una fase di transizione, ma di una trasformazione strutturale che ridefinisce abitudini, tempi e modalità di accesso alle notizie.
Generazioni sempre più divise
Informazione sempre più “ibrida”
Il ruolo dei social
Fiducia: consumo ≠ credibilità
Il nodo paywall
La “fuga dalle notizie”
La TV cambia (e arretra)
Il punto chiave
Il sistema dell’informazione si trova oggi in una fase di tensione profonda. Da un lato, il digitale garantisce velocità e accesso immediato; dall’altro, i media tradizionali continuano a rappresentare il presidio della credibilità. In questo equilibrio instabile si inseriscono rischi concreti: la diffusione della disinformazione, la crescente disaffezione del pubblico e una polarizzazione sempre più marcata.
Gli italiani si informano sempre più online, ma continuano a fidarsi dell’offline. Nel frattempo cresce una stanchezza informativa diffusa che, se non affrontata, rischia di indebolire uno degli elementi fondamentali della democrazia: la partecipazione consapevole.
L’Osservatorio AGCOM sul sistema di informazione, disponibile sul sito istituzionale dell’Autorità, si compone di un documento principale con i risultati sintetici delle analisi svolte, e di quattro allegati tematici con un maggior livello di dettaglio:
- Il consumo di informazione
- La fiducia e l’affidabilità nei mezzi di informazione
- Chi non si informa e perché
- L’offerta informativa della televisione generalista
Dal punto di vista metodologico, data la varietà delle analisi, è stata utilizzata una molteplicità di fonti con un mix di strumenti di rilevazione sia attivi che passivi. Per maggiori dettagli si rinvia alla specifica Appendice.
