Ecco un altro dossier nel paniere della presidenza di turno italiana del Consiglio dell’Ue: il parere del Parlamento europeo sulla proposta di revisione della direttiva sui servizi di pagamento – tradotto, carte di credito, bancomat e affini – e sul regolamento relativo alle commissioni interbancarie slitta alla prossima legislatura. E, quindi, la patata bollente dovrà essere pelata dalla diplomazia italiana. A meno che i tempi s’allunghino e il dossier finisca alle presidenze successive, la lettone e, soprattutto, la lussemburghese, quanto mai interessata alla questione considerata la vocazione bancaria del Gran Ducato.
L’obiettivo è di incoraggiare i pagamenti elettronici e di tenere conto di esigenze e interessi di tutti gli attori interessati. La Direttiva sui Servizi di Pagamento (Payment Services Directive) in vigore venne adottata dal Consiglio dei Ministri dell’Ue nel marzo 2007. Da allora, però, c’è stata un’esplosione del commercio elettronico via internet e gli smartphone.
Per studiare come meglio rispondere alle sfide della tecnologia ai sistemi di pagamento tradizionali, la Commissione europea ha prima pubblicato un Libro verde dal titolo “Verso un mercato integrato dei pagamenti tramite carte, internet e mobile”, in vista di modifiche delle norme; e ha poi presentato, nel luglio 2013, una proposta di revisione della direttiva e, separatamente, una proposta di regolamento per ridurre le commissioni interbancarie.
Nel Parlamento europeo, il tema è attualmente discusso dalla commissione Affari economici e monetari. Il relatore Pablo Zalba Bidegain (Ppe) ha presentato a novembre il suo rapporto, esprimendo alcune criticità sulla riduzione delle commissioni interbancarie sulle transazioni tramite carta di debito e di credito.
A gennaio, s’è chiusa la fase di presentazione degli emendamenti al rapporto. Ma non c’è più tempo per portare la discussione in plenaria, perché a marzo si chiuderà la VII Legislatura.
Bisognerà dunque attendere le elezioni di maggio e l’insediamento della nuova Assemblea prima che la questione venga discussa e votata in seduta plenaria.
La Commissione e alcune forze parlamentari mantengono, però, la pressione, perché il progetto vada in porto entro l’anno. L’indicazione è emersa durante un dibattito, la scorsa settimana, a Roma, presso lo Spazio Europa, organizzato da EurActiv.it con il supporto di MasterCard Worldwide.

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È attualmente consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali; collabora con vari media (periodici, quotidiani, radio, tv) e con l’Unione europea; gestisce il sito GpNewsUsa2016.eu; tiene corsi in Università e scuole di giornalismo. Inizia l’attività giornalistica a “La Provincia Pavese” nel 1972. Dal 1976 al ’79 è alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, per la quale nel 1979 apre l’ufficio di corrispondenza a Bruxelles. Nel 1980 passa all’Ufficio dell’Ansa di Bruxelles di cui diventa responsabile nel 1984. Segue per dieci anni la Cee e la Nato. Nel 1989 è a Roma: caporedattore Esteri, caporedattore centrale Esteri, vide-direttore. Nel 1992 è tra i fondatori dello European Press Club, di cui è tuttora segretario generale. Nel 1999 va a guidare l’ufficio Ansa di Parigi e nel 2000 diviene responsabile dell’ufficio di Washington e del Nord America. Dal dicembre 2006 al giugno 2009 dirige l’Ansa. Dopo è successivamente direttore de l'AgenceEurope, di EurActiv.it e vice-direttore de La Presse.