Paola Di Rosa è la protagonista di questa settimana, donna manager che con la associazione “Angels for Women” investe in Startup che sono a guida femminile o dove comunque il ruolo delle donne è strategico.

“Guardando al panorama attuale del Venture Capital, gli investimenti in Female-led Startup sono ancora pochi e credo che questo dato rifletta più generale il gender gap presente nel mondo delle imprese, delle istituzioni e delle accademie. Anche se si è registrato un aumento della presenza femminile nelle Startup alle donne è comunque riservato un ruolo poco strategico, più orientato al marketing e alla comunicazione che alla gestione o alla creazione di prodotto. Eppure i dati indicano un trend in crescita nelle iscrizione delle ragazze alle facoltà scientifiche (STEM) – attualmente circa il 37% – ciò nonostante la presenza femminile nell’economia reale è ancora bassa come è stato sottolineato anche al World Economic Forum”.

Perché succede questo: la politica non aiuta o è la nostra indole?

“E’ un mondo fatto di maschi e per maschi, soprattutto maschi bianchi che ragionano a propria misura; il genere femminile, infatti, non è la sola minoranza ignorata nei diversi livelli: il tema della  Diversity ed Inclusion riguarda anche le categorie LGBT, le minoranze etniche, i diversamente abili; per fortuna oggi il dibattito politico ed economico sembra quasi “obbligato”dalla società civile ad affrontare il tema. Un esempio per tutti: Serena Williams ha creato in Silicon Valley un suo fondo di Venture Capital per investire in startup di donne e minoranze etniche ignorate dagli altri VC.

Come si chiama l’Associazione di cui fai parte?

L’associazione si chiama Angels for Women. Nasce direttamente in Italia con il supporto di AXA e Impact HUB Milano, quest’ultimo è sempre stato un luogo di aggregazione e esperienze di innovazione sociale in questo caso  è diretto a sostenere le donne.

Ci sei entrata da poco…

Sì da pochissimo, il mondo dell’innovazione lo conosco già da 10 anni, quando ho inziato ad occuparmi dell’innovazione al Sud; ho creato un mio acceleratore digitale di startup per il Capitale Umano siciliano, perché è penalizzato per mancanza di infrastrutture ed ecosistema (oggi per fortuna un gap meno evidente) ed ho sostenuto Startup oggi di successo come Pharmapp, Orange Fiber e Green Rail. Ho utilizzato il mio network per portare esperienze positive anche nella mia Sicilia.

Da donna che si è imposta, quale è il messaggio che vorresti diffondere?

Molto spesso noi donne siamo le prime a non credere di potercela fare, pensiamo sempre che ci sia qualcuno migliore di noi e che l’unica strada per realizzare le proprie ambizioni e quella di imitare il modello maschile che poco si adatta a noi. Pensiamo sempre che sia per colpa nostra che non riusciamo a raggiungere gli obiettivi. In realtà abbiamo le stesse capacità tecniche degli uomini ma minori opportunità. Dobbiamo, quindi, credere di più in noi stesse se vogliamo scalare le vette e non mollare anche se la nostra strada è più in salita della loro. Gli stop, le sconfitte sono anche parte di un percorso di crescita.

Anche le Startup per arrivare a scalare devono sperimentare,  “pivotare” o cambiare modello di business. Le startup nascono con prodotti che si perfezionano con lo sviluppo e la validazione del mercato. Suggerisco alle donne di provare a fare lo stesso. Bisogna essere coscienti che provare porta a   sbagliare, capire l’errore e risolverlo. Noi donne tendiamo alla perfezione immediata, forse è un retaggio culturale che ci penalizza.

Anche la mia carriera è un processo venuto fuori da tentativi.  Da giurista d’impresa, ho iniziato facendo una tesi in procedura penale, erano i tempi  di Falcone e Borsellino, sono andata a fare pratica in uno studio legale dove si curavano anche processi di mafia e sono venuta a contatto con l’idea di  impresa legale. Ho scoperto così di avere più interesse la parte economica della nostra scoietà, per le aziende ed il valore che riescono a generare, così ho seguito un master in giurista d’impresa e sono diventata una consulente aziendale. Ho affrontato la crisi di liquidità che hanno subito le aziende clienti nel 2008, il cd credit crunch, e mi sono interessata ai finanziamenti alternativi per evitare che arrivassero al fallimento perché le banche non concedevano più prestiti. Mi sono, quindi, avvicinata alla finanza per l’innovazione e da li alle Startup verso cui per prima il legislatore aveva dedicato questo tipo si strumenti finanziari.. Infine, eccomi qua, ma a 50 anni mi sento ancora in continua evoluzione.

In questa fase della mia vita sto affrontando una nuova sfida professionale, sono diventata consulente per l’Innovazione ed il TTO di un IRCCS ed il mio ruolo e quello di aiutarli a valorizzare le innovazioni tecnologiche, i brevetti, che derivano dalle loro attività di ricerca. Ora sono a Milano ma chissà se un giorno potrò tornare stabilmente nel mio Sud. Se o meglio quando arriveranno i fondi per il Sud per finanziare la trasformazione digitale e tecnologica del meridione sono sicura che gli under 30 della mia Sicilia sapranno trovare nuove opportunità e realizzare le loro ambizioni anche nella nostra regione ed io sarò li ad aiutarli (se lo vorranno ovviamente).

 

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Giornalista curiosa, la divulgazione scientifica è nel suo DNA. Le tecnologie applicate al mondo dei media, e non solo, sono la sua passione. E' fra i 25 esperti di digitale scelti dalla Rappresentanza Italiana della Commissione Europea. Fa parte del gruppo di esperti CNU Agcom. L'innovazione sociale, di pensiero, di metodo e di business il suo campo di ricerca. Direttrice della prima rivista di cultura digitale Media Duemila (fondata nel 1983 da Giovanni Giovannini storico presidente FIEG) anticipa i cambiamenti per aiutare ad evitare i fallimenti, sempre in agguato laddove regna l'ignoranza. Vice Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia, associazione culturale creata nel 1996, unica in Europa perché aziende anche in concorrenza siedono allo stesso tavolo per costruire il futuro con equilibrio e senza prevaricazioni. La sua ultima pubblicazione: Oltre Orwell il gemello digitale anima la discussione culturale sul doppio digitale che dalla macchina passa all'uomo. Già responsabile corsi di formazione del Digital Lab @fieg, partecipa al GTWN (Global Telecom Women's Network) con articoli sulla rivista e sui libri dell'associazione. Per Ars Electronica (uno dei premi più prestigiosi nel campo dell'arte digitale) ha scritto nel catalogo "POSTCITY". Già docente universitaria alla Sapienza e alla LUISS.