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Il Centro spaziale di Telespazio del Fucino in Abruzzo è stato teatro il 24 luglio della prima scintilla di vita del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo, con una dimostrazione pubblica di posizionamento. Con il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, che ha la delega al programma, presenti all’evento i ministri italiani dell’Istruzione e dello Sviluppo economico Maria Chiara Carrozza e Flavio Zanonato.
Dal 2014, l’Unione europea potrà contare su un proprio sistema di posizionamento e navigazione satellitare, alternativo al Gps statunitense e con esso competitivo: il programma Galileo punta su tre suoi punti di forza, precisione, affidabilità, copertura globale.
Avviato 10 anni or sono da  Unione europea  ed  Agenzia spaziale europea (Esa), nell’ambito di una ‘politica spaziale europea’, prevista dall’articolo 189 del Trattato sul funzionamento dell’Unione, e spesso contestato per i suoi costi, progressivamente lievitati, il sistema europeo, che a regime conterà su 30 satelliti, sarà indipendente rispetto al  Gps  statunitense, ma potrà essere utilizzato congiuntamente senza alcuna interferenza.
Una volta divenuto operativo, scrive su EurActiv.it Viola De Sando, Galileo fornirà inizialmente tre  servizi: uno pubblico gratuito, uno pubblico regolamentato e un terzo per operazioni di ricerca e salvataggio. A questi, se ne aggiungeranno nel tempo altri due destinati ai sistemi di sicurezza e commerciali.
Rispetto al Gps americano, l’europeo Galileo ha l’ambizione di risultare più preciso; e, inoltre, dovrebbe apportare benefici economici all’Unione, invece di rappresentarne un costo. Secondo i calcoli della Commissione, nei prossimi 20 anni Galileo apporterà all’economia europea entrate pari a 90 miliardi di euro.
Per questo, l’Esecutivo di Bruxelles propone di dare continuità a Galileo, e al suo precursore  Egnos  – il sistema geostazionario europeo di navigazione di sovrapposizione -, destinandogli 7 miliardi di euro per il periodo 2014-2020.
Fino a oggi, Ue ed  Esa  hanno investito oltre 5 miliardi di euro per la realizzazione di Galileo, tramite contratti d’appalto che hanno coinvolto direttamente anche l’Italia. Nel gennaio 2010 il gruppo italiano ThalesAleniaSpace si è aggiudicato uno dei sei contratti previsti per la messa in opera del sistema, per un valore di 85 milioni di euro. Nell’autunno dello stesso anno, la Telespazio ha creato con il Centro aerospaziale tedesco (DLR GfR)  la joint venture SpaceOpal GmbH,  che si è aggiudicata un altro contratto, per un valore di  194 milioni di euro.

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