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Testo a cura di Giuseppe Civati e Antonio Tursi, Mimesis, Milano, 2012

I computer, i telefonini e le loro reti hanno trasformato lo scenario mediale nel quale si fa politica. Questi nuovi mezzi di comunicazione hanno cambiato il rapporto tra i politici e i loro elettori. Inoltre, il web è stato al centro di molte campagne elettorali (Howard Dean e Barack Obama) e protagonista in molte mobilitazioni (dall’onda verde iraniana alle rivolte della primavera araba, alle piazze degli indignados), offrendo piattaforme organizzative utili ad agire in una mixed reality, una realtà di mezzo tra spazio dei luoghi e spazio dei flussi. L’attenzione ai nuovi media, alla loro sostanza e alla loro forma, però, non comporta solo un cambiamento dei mezzi e degli stili di comunicazione adottati dai partiti e dai politici. Né basta cogliere il loro contributo di tipo organizzativo. Fermarsi solo a questi cambiamenti significa non andare al di là di un mero approccio strumentale. Invece, comprenderne le dinamiche e la filosofia può significare un ripensamento complessivo della politica e dei partiti. Questo perché attraverso la vita online si esprimono soggettività e bisogni di cui sinora la politica istituzionale non si è fatta carico.

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